Musica Ex Machina - Sfarinati di cereali per alimentazione umana PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianni Montano   
Giovedì 30 Marzo 2017 00:00


Musica Ex Machina - Sfarinati di cereali per alimentazione umana

Hopetone Records - 2016

Francesco Bakis: tromba
Guido Coraddu: pianoforte
Mauro Sanna: basso
Simone Sedda: batteria


Musica Ex Machina è una band sarda che pubblica il suo settimo cd, Sfarinati di cereali per alimentazione umana, e riprende per il titolo il tipo di definizione assegnato alle farine e riportato sugli autotreni addetti al trasporto del macinato nelle varie parti d'Italia. L'obiettivo dichiarato del gruppo è quello di recuperare gli ingredienti naturali per fare musica, cercando di realizzare un lavoro limato e rifinito con lo stesso riguardo con cui si confezionano i prodotti biologici.
Il disco si segnala, prima di tutto, per una marcata progettualità. Ogni brano ha una sua fisionomia precisa e viene illustrato - descritto, verrebbe da dire - dalla musica della formazione isolana.
I titoli delle tracce richiamano incroci impossibili di animali di fantasia, in LupoGufo & OrangoTopo, o piccoli crostacei a cui viene assegnato un carattere ribelle, come Wild Onisco, fotografano figure comuni sulle nostre spiagge come Aby sulla duna, dedicata ad una senegalese a cui il vento porta via la mercanzia ed è aiutata, fortunatamente, dai suoi amici a recuperarla. In altri casi si usano termini di altro ambito per definire le takes, come La lallazione o Palindromite. La lallazione si riferisce all'emissione di suoni da parte del neonato, attorno ai sei mesi di vita, per cercare di comunicare intenzionalmente. In questa circostanza la parola viene adoperata per sottolineare l'andamento di un pezzo contraddistinto dalla ripetizione di alcune cellule motiviche, alternate ad altre rielaborazioni delle stesse sequenze.
I palindromi sono numeri o frasi che si possono leggere anche al contrario. In Palindromite, appunto, il tema viene proposto e rivoltato, mostrando il dritto e il rovescio della medaglia,
Ci sono, ancora, ritratti inconsueti di personaggi di culto, come Malcolm X, soprannominato Detroit Red, quando frequentava il Cotton club nella sua gioventù fatta di balli scatenati, ma pure di eccessi di alcol e di droghe.
La base delle dodici composizioni, tutte a firma di Guido Coraddu, è rappresentata da un funky tenero, soft, mai impetuoso, su cui si inseriscono aromi latini, blues, insinuazioni swing e bop in dosi contenute. Le melodie sono fresche e leggere, non tutte di pari livello, in verità e si incrociano sovente all'interno di un medesimo brano, creando effetti di contrasto voluto, gestito agevolmente dal pianista e dai suoi partners. Il quartetto rivela, inoltre, insieme ad una perizia tecnica ragguardevole in tutti i componenti, un'intesa consolidata da tanti anni di frequentazione e di esperienza in campo jazzistico e non solo, anche nella partecipazione a spettacoli teatrali e multimediali.
Il disegno sulla copertina dell'album è molto originale e rappresenta un treno del secolo scorso su un ponte piuttosto insicuro e malridotto. Tutto è studiato a fondo con metodo, pure la grafica della cover, insomma, per confezionare un'opera d'artigianato di qualità. Non per niente Sfarinati di cereali... ha visto la luce dopo una lunga gestazione, come i prodotti di nicchia, quelli contrassegnati dal marchio DOP. Proprio la cura per i dettagli, la passione per un jazz leggero e dotato di notevole fruibilità, ma non inconsistente, costituiscono le carte vincenti in mano ad un quartetto non molto conosciuto nel nostro paese, malgrado abbia, alle spalle, una carriera già lunga e più che onorevole.
 
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