Un duo che incanta: Enrico Breanza e Attilio Zanchi PDF Stampa E-mail
Scritto da Nicola Barin   
Mercoledì 26 Aprile 2017 00:00


Foto: Alessandro Nobis



Un duo che incanta: Enrico Breanza e Attilio Zanchi
Verona, Cohen Pub Music & More - 24.4.2017

Enrico Breanza: chitarra
Attilio Zanchi: contrabbasso

È stata veramente una sorpresa il duo che lunedì sera ha inaugurato la prima serata di jazz al Cohen, il nuovo locale di musica dal vivo da poco aperto a Verona. Atmosfera molto calda per un incontro che ha veramente affascinato. Da una parte Enrico Breanza chitarrista e storico nome del panorama jazzistico veronese che si è sempre mosso tra jazz, world music e influenze etniche con diversi progetti: ricordiamo tra tutti lo storico Wood Quartet e successivamente i lavori anche da solista. Lo accompagna in questa nuova avventura il contrabbassista milanese Attilio Zanchi che ha bisogno di poche presentazioni. Attivo fin dai primi anni '80, ha collaborato con tutti grandi nomi del jazz italiano, da Paolo Fresu a Franco D'Andrea fino ad arrivare a registrare diverse session con decine di artisti americani: da Lee Konitz a Tom Harrell.
L'incontro tra i due è recente ma scaturisce, già dalle prime note, un interplay intenso e convincente. Si parte con una serie di standard come You don't know what love is o Body ad Soul nei quali la tendenza è quella di destrutturare i brani senza nessun timore reverenziale. Breanza introduce nel discorso una forte componente blues e Zanchi lo segue senza essere un gregario: si tratta di un dialogo continuo e paritetico in cui i due strumenti hanno pari dignità e spazio. Si continua con due brani originali dell'artista veronese, Primavera con il suo procedere lento e malinconico e PSN. Ci si sposta poi su territori più pop con la bellissima Norvegian Wood dei Beatles per arrivare ad una inedita interpretazione di un meraviglioso brano modale di Wayne Shorter, Footprints. Qui gli spazi di manovra dei due sono aperti, visto che il brano lo permette, ed il gioco di destrutturazione è ancora più evidente: Zanchi si mette in evidenza con una cavata potente e muscolare e Breanza lo segue con la voglia di stupire.
Un duo che incanta e che speriamo di poter riascoltare a breve.

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