Fazzini/Fedrigo XY - Orbite PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianni Montano   
Domenica 02 Luglio 2017 00:00


Fazzini/Fedrigo XY - Orbite

nusica.org - 011 - 2017

Nicola Fazzini: sax alto
Alessandro Fedrigo: basso acustico
Saverio Tasca: vibrafono
Luca Colussi: batteria


Gli "XY" pubblicano il terzo disco a loro nome, Orbite, dedicando l'incisione alle imprese spaziali, in particolare agli astronauti protagonisti delle scoperte e delle conquiste negli anni sessanta e settanta Ogni brano ha per titolo il nome di un cosmonauta, russo o americano, rimasto impresso nell'immaginario collettivo.
La musica del cd è ancora più matura e definita rispetto ai precedenti album. Si ha l'impressione che il gruppo abbia sviluppato, per gradi, una timbrica e un tipo di sintassi, rispetto al trattamento dei temi originali, sempre più convincente e personale. Le orecchie sono bene aperte sul nuovo che avanza, la ricerca continua ad ampio spettro, in ambito jazzistico e classico del novecento, ma ci sono dei punti fermi, delle acquisizioni precise, tali da connotare profondamente il suono del quartetto del nord est italiano.
Il sax di Nicola Fazzini disegna motivi a spirale, che girano attorno ad un polo di attrazione, per espandersi, quindi, in momenti improvvisati all'interno di una traiettoria circolare, senza mai uscire fuori dall'"orbita" prestabilita.
Saverio Tasca raddoppia la voce del sassofono, o assesta colpi bilanciati sul vibrafono per punteggiare, intercalare il fraseggio del solista principale. Gli interventi del metallofono sono aderenti all'idea musicale esposta dall'unico fiato della formazione e sono asciutti, disadorni, privi di ogni compiacimento.
Alessandro Fedrigo è discreto, non invadente, ma assai prezioso per il lavoro continuo e costante sul basso elettrico. Quando il bassista esce in assolo, poi, ribadisce il suo intento di badare all'essenza delle cose, portando buona sostanza alla causa comune.. A Luca Colussi viene concessa carta bianca. La batteria realizza, così, un discorso arabescato, pieno di sottigliezze e di deviazioni controllate da un tipo di accompagnamento lineare e conseguente, ponendosi, perciò, come elemento ritmico mutevole e mosso, assai incisivo.
Fra gli otto pregevoli brani del cd si segnale Rokesh per il suo andamento obliquo, la varietà tematica e per la presenza di un efficace solo del vibrafono.
Si è spesso scritto che il quartetto XY sia influenzato da Steve Coleman, dal sound M-Base, da un genere di jazz metropolitano, cioè, contraddistinto dalle poliritmie, da una certa libertà armonica e da una base funky come background. Si può affermare che i modelli di riferimento appaiano attualmente abbastanza sbiaditi. La formazione cammina sicura con le proprie gambe, infatti, con la consapevolezza di chi ha saputo trovare ispirazione nei grandi del jazz contemporaneo e non solo, per arrivare ad elaborare una propria cifra stilistica.
 
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