Natura Morta - Environ PDF Stampa E-mail
Scritto da Aldo Del Noce   
Sabato 09 Settembre 2017 00:00


Natura Morta - Environ

Neither/Nor Records - n/n 008 - 2017 

Frantz Loriot: viola
Sean Ali: contrabbasso
Carlo Costa: percussioni


Entità-trio che con il presente segna già un quarto appuntamento discografico, Natura Morta è crogiolo dinamico di libere forze istantanee che catalizza quanto estraibile da una performance eviscerante il potenziale sonoro di tre ben distinte "macchine" strumentali.
Sean Ali, fantasista di corde basse e corpo risonante, conferma i propri peculiari investimenti espressivi (come esplicitato in già conformate partecipazioni live e tracce discografiche), al pari delle corrosive soluzioni del percussionista (e producer) romano Carlo Costa, non certo ignaro di vivisezioni sonore e stravolgimenti strumentali; non meno agguerrita nell'entrata in lizza l'abitualmente velato legno del violista francese Frantz Loriot, il cui strumento funge da efficace terza punta (non certo in ordine partecipativo) nell'infliggere profonde (quanto "salutari") sevizie alle materie e alle fisiologie strumentali, stirando le fibre di legno e budelli, pelli e metalli.
Articolato in tre sezioni, di carattere in prima apparenza non accostabile intuitivamente a quanto suggerito dai titoli latini, di fatto semanticamente non inappropriati: la caliginosa Pulvis è in realtà ben poco pulviscolare nel suo carattere rappresentativo di fatto assai teso di una sorta di nebulosa dalla deflagrazione violenta e dalla quiescenza implosiva; le lignee intelaiature di Ventus hanno più il tratto di una radura sonora attraversata da una lenta quanto implacabile corrente di scirocco, vivamente brulicante infine la micro-vegetazione di Mycelia, in cui i tre s'ingegnano a tratteggiare convulse presenze vitali, pervenendo ad eccentrica caratterizzazione tematica per il tramite di flussi sonori per lo più esasperati e senza risparmio di forze.
Coerentemente, e a titolo di alternativa "coda", la bonus-track video (solo in digitale) Nebula esplicita agitanti tratti da passaggio post-industriale, riprendendo spunti e tratti caratteriali quali la tensione viva e l'invettiva acustica comune al quadro generale della tonica incisione.
Di viva spregiudicatezza nell'affondo carnale alle fibre del proprio instrumentarium, il crudo e non-mediato attacco alle fibre strumentali del trio, alla fine di una performance perigliosa e studiatamente cruenta e disturbante, non osta al compimento di una tracciabile progettualità, eminentemente nei sensi di un travagliato affrancamento dallo schema.

Link correlato: neithernorrecords.bandcamp.com/album/environ
 
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