Mario Laginha, Julian Arguelles & Helge Andreas Norbakken - Setembro PDF Stampa E-mail
Scritto da Fabio Ciminiera   
Domenica 03 Dicembre 2017 00:00


Mario Laginha, Julian Arguelles & Helge Andreas Norbakken - Setembro

Edition Records - EDN1099 - 2017

Mario Laginha: pianoforte
Julian Arguelles: sassofoni
Helge Andreas Norbakken: percussioni


Languido e, allo stesso tempo, tumultuoso, Setembro riporta l'incontro musicale di tre musicisti provenienti da sponde diverse dello stesso oceano, l'Atlantico: il portoghese Mario Laginha, il britannico Julian Arguelles e il norvegese Helge Andreas Norbakken. Dieci tracce - otto firmate dal pianista e due, Hugger Mugger e Yada Yada, dal sassofonista - costituiscono un disco di grande impatto emotivo. La musica offre rapidi cambi di scena, utili per un dialogo sempre aperto e melodico, lirico in molti episodi e pronto, però, a scattare su serrati passaggi eseguiti all'unisono dai tre. Come il vento che spazza con forza le coste oceaniche, la musica coglie colori e riflessi sempre cangianti, propone prospettive ogni volta diverse. Il tutto, all'interno di un disco reso coerente da un interplay stretto e dalla sapiente scelta di suoni operata da Norbakken.
Grazie alla sua agilità, la formazione può giocare in maniera efficace sia sulla stratificazione delle voci che su una ripartizione più canonica dei ruoli. Il trio riesce in questo modo a creare una sintesi tra libertà espressiva e senso della melodia: il risultato è un vero e proprio "racconto musicale", capace di alternare con equilibrio momenti briosi e riflessioni intime e crepuscolari. Laginha, Arguelles e Norbakken miscelano virtuosismo e sensibilità, passione e ragionamento: l'architettura complessiva del disco si anima e si vivifica grazie a questa alternanza, al movimento elastico impresso alla musica dagli impulsi più liberi e spontanei e dal ritorno, poi, nell'alveo narrativo tracciato dai temi e dalle atmosfere.
L'impasto timbrico risulta sempre caldo, vivido. Ed è questa una delle chiavi utilizzate dal trio per dare equilibrio all'andamento generale del disco. L'assenza del basso viene "sostituita" da una punteggiatura molto rarefatta - sottintesa, quasi - affidata a pianoforte e percussioni: lo spazio lasciato libero diventa terreno di convergenza e incontro per le linee melodiche, innesco per gli incalzanti unisono e punto di accumulazione per le derive più libere.
Setembro è un disco di grande spessore, capace di unire il respiro cameristico alla forza espressiva dell'improvvisazione e della scrittura jazzistica. Tra le sue note, lascia passare richiami e riferimenti di provenienza diversa per approdare a un risultato quanto più possibile personale. Una musica senza tempo, in grado di affascinare e suggerire, di descrivere e trascinare.

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