Mateusz Palka Trio - Sansa PDF Stampa E-mail
Scritto da Flavio Caprera   
Domenica 29 Ottobre 2017 00:00


Mateusz Palka Trio - Sansa

Emme Record Label - ERL 1704 - 2017

Mateusz Palka: pianoforte
Piotr Poludniak: contrabbasso
Patryk Dobosz: batteria


Sansa è un disco in bianco e nero come l'immagine di copertina che ritrae il trio. È un lavoro rarefatto, costruito sull'impalpabile architettura musicale che il gruppo ha allestito. Una struttura leggera, che appare e scompare dietro un velo di nebbia e brina, panteistico nella sua essenza orientale, fredda e umida all'esterno e calda tra le mura di una domestica poetica. Mateusz Palka ha messo in piedi il trio nel 2016 a Cracovia. Leader al pianoforte, è affiancato da Piotr Poludniak al contrabbasso e Patryk Dobosz alla batteria. I tre, giovanissimi, hanno nel loro background i suoni della scandinavia, le atmosfere di Stanko e il pianismo di Marcin Wasilewski. Poi c'è Komeda come riferimento basico, tradizione, per chiunque voglia avventurarsi tra le pieghe di una musica che confluisce nel jazz. I brani sono nove: tutti scritti da Polka, tranne I Love You di Cole Porter e Mantra del contrabbassista Potudniak. Il disco si apre con il riflessivo Goodbye Truth And Consequences. Palka disegna cerchi concentrici di note che si riproducono a strati mentre la basa ritmica ne asseconda la natura con un andamento puntuale e sincretico. C'è da dire che Poludniak e Dobosz come base del triangolo sono eccellenti, soprattutto il contrabbassista nel suo tenere la rotta. This is not a time for a barber cambia registro, il piano accenna note mentre la batteria tiene un tempo semi accelerato che contrasta con l'andamento della tastiera. È quasi in intermezzo che apre la strada al lirico e delicato Sansa, una ballad in cui Palka cesella note come accenti poetici che rendono il pezzo accattivante e seducente nello stesso tempo. È il brano top di questo disco. Saltando un po' in avanti ci s'imbatte in Hungry young rabbit, una sorta di suite di quasi undici minuti dove i tre improvvisano sospinti da un leggere vento free divertendosi tra rimandi, accelerazioni e frenate, ponendo sembre occhio e orecchio alla timbrica. Come contrappasso seguono i due minuti di Mantra, brano onomatopeico che si sviluppa circolarmente seguendo i tempi e le ripetizioni ieratiche di una preghiera. Sansa volge al termine con Little gold man e Eleven, due ulteriori spaccati di contemporary jazz appartenenti ad un disco interessante, suonato da tre musicisti molto promettenti in possesso di tecnica e idee, dove primeggia per freschezza compositiva il leader Mateusz Palka.

Segui Flavio Caprera su Twitter: @flaviocaprera
 
Banner
Banner
Banner
Banner