Ambrose Akinmusire - A Rift In Decorum: Live At The Village Vanguard PDF Stampa E-mail
Scritto da Nicola Barin   
Mercoledì 29 Novembre 2017 00:00


Ambrose Akinmusire - A Rift In Decorum: Live At The Village Vanguard

Blue Note Records - 2017

Ambrose Akinmusire: tromba
Sam Harris: pianoforte
Harish Raghavan: contrabbasso
Justin Brown: batteria


Ogni tanto, nel mondo del jazz, si rivelano dei musicisti che, oltre a padroneggiare la tecnica, sono dotati di una creatività innata nel proporre soluzioni e colori nuovi. Akinmusire al suo quarto lavoro, questa volta un doppio dal vivo al Village Vanguard, riesce a stupire ancor di più. Lascia a casa l'amato sassofonista Walter Smith III e si presenta in quartetto lavorando per sottrazione. Parliamo di colore e capacità compositiva, entrambi doti presenti nel musicista californiano. Nel suo modo di scrittura e nel timbro della sua tromba ci sovviene il grande periodo del jazz degli anni 60 e di tutta la scuderia in casa Blue Note Records.
La forza e la bellezza di alcuni temi, semplici ma efficaci - Maurice & Michael - sorry I didn't say hello, che apre l'album, ne è un esempio - si basano sulla proposta di melodie composte da poche note che poi vengono elaborate e ripetute, operando sull'armonizzazione, un po' come era solito fare Wayne Shorter. Temi modali, tracce aperte che si lasciano trascinare dall'improvvisazione e molto altro.
Moment In Between The Rest (To Curve An Ache) sembra quasi ricordarci i molteplici timbri che una tromba può nascondere: ululati, brontolii, grugniti, il suono gutturale ottenuto ci ricorda il free jazz (Albert Ayler, Archie Shepp), il quesito sembra essere: che cosa può una tromba?
Batteria e tromba trovano una comunanza reciproca, le tracce ribollono continuamente. Trumpet Sketch (milky pete) parte in sordina e Harris si scatena in un assolo dal sapore free accompagnato dalla batteria di Brown magmaticamente esploratrice di soluzioni inedite.
Sedici tracce dal sapore vario che citano il bepop e l'hard-bop delle origini, il free jazz ma che sono ancorate in maniera personale ad una sensibilità contemporanea. Akinmusire pare avere il controllo perfetto del suo quartetto e della scrittura dei brani (tutti a sua firma) che convincono pienamente. C'è una sola cosa da fare: pazientare ed attendere l'uscita del nuovo progetto per ascoltare la maestria di questo notevole talento musicale.

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