Hard Up Trio - Waves PDF Stampa E-mail
Scritto da Fabio Ciminiera   
Domenica 03 Dicembre 2017 00:00


Hard Up Trio - Waves

Clair de Lune - CDLN 17-001 - 2017

Andrea Morelli: sax tenore, sax soprano, sax sopranino
Massimo "Maso" Spano: contrabbasso
Alessandro Garau: batteria


Tre musicsiti affiatati esplorano le possibilità espressive offerte dal sax trio. Se il punto di partenza dell'Hard Up Trio è un solido hard bop, le nove tracce ci mostrano come Andrea Morelli, Massimo Spano e Alessandro Garau spostino il baricentro verso direzioni diverse. Innanzitutto, il groove dell'apertura di Australopithecus e i riflessi lievemente caraibici di Waves, un veloce ex cursus nelle stagioni radicali con la riflessiva Calma Piatta e con il percorso articolato di Rhythm no Changes, il passo incalzante di Toledo e la dimensione più metropolitana e nervosa di Sync, il blues pacato e intimo di Internal Space, una ballata, Solitude, interpretata con disposizione fluida e intensa e la conclusiva e veloce Jungle Bells, con cui il trio si riavvicina alle atmosfere del bop.
Lo spettro sonoro viene ampliato dalla scelta dei tre sassofoni utilizzati da Morelli: tenore, soprattutto, e poi soprano e sopranino: in questo modo, i brani prendono accenti ovviamente diversi, pur mantenendo una coerenza di fondo che anima tutto il disco e proviene dal riferimento continuo alle fondamenta estetiche scelte dal trio. Il jazz degli anni Cinquanta e dell'inizio degli anni Sessanta, i suoi eroi e le sue logiche, il vocabolario sonoro e la sostanza del linguaggio: il riferimento ai vari Monk, Rollins, Ornette Coleman o Wayne Shorter - ma anche ad Horace Silver e Dizzy Gillespie e, naturalmente, a molti altri musicisti di quelle stagioni - viene filtrato attraverso la formula agile del sax trio e attraverso l'interplay sempre convincente tra i tre musicisti. Pur senza rinunciare al proprio punto di vista, Waves si colloca nell'alveo delle tradizioni del jazz: Morelli, Spano e Garau lasciano capire come abbiano ascoltato e sviscerato i dischi dei grandi del jazz e abbiano approfondito e sviluppato il loro modo di interpretare a partire da un confronto - fertile e non meramente imitativo - con le note e con lo spirito di quei lavori.

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