Daniele D'Agaro, Giovanni Maier, Zlatko Kaucic - Disorder At The Border Plays Ornette PDF Stampa E-mail
Scritto da Flavio Caprera   
Martedì 02 Gennaio 2018 00:00


Daniele D'Agaro, Giovanni Maier, Zlatko Kaucic - Disorder At The Border Plays Ornette

NotTwo - 2016

Daniele D'Agaro: sax alto, sax tenore, clarinetto, clarinetto basso
Giovanni Maier: contrabbasso
Zlatko Kaucic: batteria, percussioni


Tre musicisti d'avanguardia capaci di suonare qualsiasi genere di jazz e dall'altra parte sei composizioni di un rivoluzionario. Potrebbe essere un confronto impari, o perlomeno un tentativo di eseguire alla lettera le invenzioni di Coleman. Invece questo disco vuole essere un contributo fattivo e un punto di vista "altro" delle istanze compositive del sassofonista americano. D'Agaro non si limita a suonare il sax alto ma aggiunge alternative e soluzioni diverse reinterpretando e inventando anche con sax tenore, clarinetto e clarinetto basso. Dunque aggiunge fantasia, colori e nuove soluzioni a "vecchi dettami". A D'Agaro s'affianca una sezione ritmica vigorosa ed estrosa grazie al supporto corposo e sostanziale di Giovanni Maier al contrabbasso e all'inventiva ritmica di Zlatko Kaucic alle percussioni. E la prova d'autore dei tre arriva già con il primo brano New York, dove il tema iniziale è introdotto dal tenore di D'Agaro e supportato dalla forza della ritmica che da propulsione, prima che i tre cambino rotta verso soluzioni improvvisate individuali e collettive tra piani sonori che s'incontrano e scontrano attraverso una dialettica free. La lunghezza d'onda è la stessa anche nei pezzi seguenti che si chiamano Mob Job, Faithful e The Garden Of Souls. Naturalmente si parla di metodo perché poi la diversità viene fuori attraverso escursioni in piena libertà dei singoli musicisti. Il tema diviene rispettoso pretesto per dire la propria, facendo anche "cantare" i propri strumenti, protesi tra melodia e libero stridore esecutivo. La registrazione live rende ancor più sanguigna la performance, soprattutto quando partono a tre voci, sommesse, come in Him & Her, per poi emanciparsi dalle sacche del tempo con una svolta ritmica vibrante e ricercata. Soluzione ritmica che si ritrova nel conclusivo e bluseggiante Comme Il Faut, giusta sintesi di una performance live di evidente e soggiogante qualità interpretativa ed esecutiva.

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