Peo Alfonsi Trio - Oyasin PDF Stampa E-mail
Scritto da Fabio Ciminiera   
Martedì 09 Gennaio 2018 00:00


Peo Alfonsi Trio - Oyasin

Abeat Records - ABCO 902 - 2017

Peo Alfonsi:chitarra classica, chitarra acustica
Roberto Dani:batteria, percussioni
Salvatore Maiore:contrabbasso


Come recitano le note che accompagnano il nuovo disco in trio di Peo Alfonsi, Oyasin è «una parola tratta da una preghiera degli Lakota e significa, a grandi linee, "la connessione di tutte le cose".»
Peo Alfonsi dedica in realtà tutte le composizioni presenti nel disco al mondo dei nativi americani: titoli come Comanche's Moon, Pellerossa, Indiana, Canyon, Cochise, Geronimo o Alce Nero rivelano in nodo immediato l'ispirazione seguita dal chitarrista per dare corpo a questo lavoro. Se le "coordinate musicali" rimandano al Mid West, ad una sorta di folklore americano rivisitato in chiave jazzistica, la dimensione espressiva dei brani si fa spesso sospesa e rarefatta, gioca su pedali sviscerati con grazia e inesorabile profondità dai tre musicisti. Il discorso musicale proposto da Alfonsi, Dani e Maiore si poggia sull'equilibrio sobrio e intenso innescato dal dialogo e dall'interplay: il tutto condito da una grana "acustica", estremamente ben calibrata con i temi e le atmosfere attraversate.
La dimensione acustica rimane una firma caratteristica e non viene tradita nemmeno nelle tracce più drammatiche e trascinanti - come, ad esempio quella dedicata a Cochise - e viene resa possibile dalla disposizione stilistica dei tre musicisti a lavorare sul suono dei singoli strumenti: Alfonsi, Maiore e Dani sono ormai dei riferimenti sicuri per il percorso fatto in questi anni e per le collaborazioni che li hanno visti protagonisti. In Oyasin, mettono a frutto l'attenzione e l'attitudine sviluppata singolarmente e la confidenza reciproca maturata nelle tante situazioni in cui sono stati insieme sui palchi e nelle sale di registrazione per dar vita a dodici tracce intense, capaci di accompagnare l'ascoltatore e di attirarlo nel loro mondo lirico e concreto, onirico, in alcuni passaggi, e sempre animato da una lieve vena ottimista.
A segnare la continuità con O Velho Lobo, il disco realizzato da Alfonsi sui temi di Villa-Lobos, il trio riprende il Preludio n. 4 del compositore brasiliano. Il brano porta come sottotitolo "Homenagem ao índio brasileiro": in questo contesto, diventa la chiave per unire e ricordare insieme le vicende storiche dei nativi nordamericani e sudamericani, entrambi vittime di un colonialismo crudele ed estremamente efferato.
L'ottimismo cui si faceva accenno sopra rimanda al titolo e alla connessione necessaria tra tutti gli aspetti del nostro vivere: la musica sembra confortare l'ascoltatore nella tesi e invitarlo a rimettersi in sintonia con le persone e la Natura e a superare le paure e le tensioni odierne. Il filo tracciato da Alfonsi si sviluppa con garbo: l'ottimismo si misura con le difficoltà, ma resta però un invito rivolto con convinzione attraverso la musica.

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