Giovanni Benvenuti - Dissolvenze PDF Stampa E-mail
Scritto da Fabio Ciminiera   
Giovedì 18 Gennaio 2018 00:00


Giovanni Benvenuti - Dissolvenze

Improvvisatore Involontario - II052 - 2017

Giovanni Benvenuti: sax soprano, sax tenore
Katia Moling: viola
Andrea Libero Cito: violino
Francesco Pierotti: contrabbasso
Andrea Beninati: violoncello, batteria


Giovanni Benvenuti realizza, con Dissolvenze, un album molteplice, per quanto conciso nella sua durata complessiva di quarantadue minuti e mezzo. Il lavoro del sassofonista si incentra sul dialogo e sugli spunti raccolti da forme d'arte diverse - cinema, letteratura e fumetto, oltre naturalmente alla musica e al jazz - e sulle possibilità offerte dalla composizione e dalla scelta di variare la formazione a seconda dei brani.
Il sassofonista convoca per il disco un quartetto d'archi che si misura con quattro delle tracce presenti nella scaletta e, in particolare, in Fantasmi senza i sassofoni del leader. Il violoncellista Andrea Beninati inoltre passa alla batteria in Personaggi da fumetto e Finestre e si costituisce così un trio insieme a Benvenuti e al contrabbassista Francesco Pierotti. Benvenuti, infine, conclude il disco con In solo, eseguita appunto in solo, come il titolo lascia facilmente immaginare.
La dimensione stratificata della formazione si riflette in maniera necessaria nelle atmosfere musicali attraversate e negli strumenti espressivi con cui vengono costruiti i temi. Si passa perciò dalle ambientazioni cinematografiche dei brani in cui è coinvolto il quartetto d'archi, virate verso una scrittura classica e interpretate secondo una formula che lascia poco spazio all'improvvisazione e si rivolge all'attenzione per il disegno costruito a priori e agli impasti timbrici: le linee del sassofono recitano melodie ben innestate sull'architettura degli archi, un canovaccio sonoro dove l'improvvisazione si combina con l'attenzione agli equilibri utili a dare corpo al lavoro dei quattro musicisti.
Tutt'altra connotazione per i due brani in trio, animati da tensioni metropolitane, ritmiche spesso frastagliate e capaci, ad esempio, di accogliere in poche battute jazz moderno, passaggi swinganti, riflessi rock, echi di drum'n'bass all'interno di Personaggi da fumetto. Nonostante in questi casi il fraseggio di Benvenuti sia sicuramente meno costretto da vincoli formali o timbrici, il sassofonista tiene conto in maniera coerente del percorso complessivo del disco: la dimensione più canonicamente jazzistica lascia passare riflessi e riferimenti ai territori musicali esplorati nel resto del disco e la stessa varietà ritmica cui si faceva cenno sopra e altri piccoli accorgimenti disseminati nelle tracce lasciano intendere, anche in questo caso, l'attenzione mostrata alla composizione. Senza l'ausilio dei suoi compagni di avventura, Benvenuti, infine, affronta nella conclusiva In solo una possibile summa del lavoro intrapreso con questo progetto miscelando e facendo convivere stilemi jazzistici e colti e mantenendo alta l'attenzione descrittiva che ben si offre come colonna sonora di un racconto da rappresentare o scrivere.
Il titolo Dissolvenze, oltre a richiamare gli aspetti cinematografici, rappresenta in modo efficace il procedimento usato da Benvenuti per passare da un ambiente musicale ed espressivo all'altro: nel suo mondo sonoro elementi e canoni provenienti da contesti diversi si intrecciano senza strappi, si sovrappongono e si contrastano per arrivare ad una convivenza possibile. E se, oggi come oggi, è difficile poter pensare di fare qualcosa di mai ascoltato prima, è senz'altro possibile - e, anzi, auspicabile - provare ad offrire una sintesi, magari non rivoluzionaria, ma individuale proprio perchè usa secondo dosi diverse i vari ingredienti.

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