Giovanni Rago Trio - Locus PDF Stampa E-mail
Scritto da Fabio Ciminiera   
Domenica 11 Febbraio 2018 00:00


Giovanni Rago Trio - Locus

Headache Production - HDC-M031 - 2018

Giovanni Rago: chitarra
Mario Guarini: basso elettrico
Lucrezio De Seta: batteria
Elisabetta Serio: pianoforte in Naples, Remembering Paris, Prague, Kilimanjaro Lullaby


Otto luoghi del mondo danno i titoli alle tracce del disco che Giovanni Rago presenta in Locus. Otto ispirazioni differenti che permettono al trio guidato dal chitarrista di esplorare uno spettro ampio di situazioni musicali e di non confinare, in modo stretto e stringente, il suono e le dinamiche della formazione verso un'unica dimensione. L'apertura affidata alla compassata Bricklane e la chiusura alle dinamiche aggressive e rockeggianti di Montserrat contengono un viaggio attraverso accenti eterogenei: dall'ispirazione alle sonorità utilizzate negli ultimi anni dai chitarristi elettrici napoletani in Naples alla malinconica vena che attraversa Remembering Paris, dalla fusion di Prague (forse più "americana" che mitteleuropea, ma è l'impressione di chi scrive...) ai riflessi latino-americani di Barrio Alto, dalle aperture melodiche di Kilimanjaro Lullaby alle atmosfere del MidWest methenyano presenti in Adelaide. Suggestioni che si intrecciano e riescono in realtà a mettere in evidenza quanto si scriveva sopra: vale a dire, il tentativo di dare respiro e varietà espressiva ad una formazione che, nel corso dei recenti decenni, ha consolidato alcuni canoni ben precisi, come è appunto il trio guidato dalla chitarra elettrica. La solidità ritmica offerta da Lucrezio de Seta e Mario Guerini si pone come approdo sicuro per le improvvisazioni di Rago e di seguirne le intenzioni nei brani che si susseguono. In questo senso, la presenza del pianoforte di Elisabetta Serio aggiunge, con il suo stile melodico e puntuale, una ulteriore carta a disposizione del leader. Se il rimando alla fusion è presente, viene però mitigato da soluzioni meno battute: e così, di brano in brano, Rago continua a mettere una pulce nell'orecchio dell'ascoltatore e costruisce la sua sintesi tra le varie "manifestazioni" recenti della chitarra elettrica nel jazz. Locus rappresenta perciò il punto di partenza per il percorso verso la ricerca di una maturità espressiva personale del chitarrista.

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