Verneri Pohjola - Pekka PDF Stampa E-mail
Scritto da Nicola Barin   
Giovedì 01 Marzo 2018 00:00


Verneri Pohjola - Pekka

Edition Records - EDN1092 - 2017

Verneri Pohjola: tromba
Tuomo Prättälä: Fender Rhodes
Teemu Viinikainen: chitarra
Antti Lötjönen: contrabbasso
Mika Kallio: batteria


Il quarantunenne trombettista finlandese Verneri Pohjola, dopo le promettenti e lusinghiere conferme dell'album Bullhorn, si presenta con un operazione coraggiosa e vivace. Pekka, titolo del nuovo progetto, deve il suo nome al padre di Verneri, Pekka Pohjola, famoso bassista e compositore di progressive rock, attivo fin dai primi anni 70, che ha spaziato anche nel mondo del jazz. Da ricordare la sua collaborazione con il chitarrista Mike Oldfield.
L'idea è di creare un omaggio rileggendo i brani più rappresentativi del padre. L'artista di Helsinki si contorna di nuovi musicisti e, allontanandosi dal pacato e misurato suono acustico della precedente uscita, ci propone un immersione nel jazz-rock, sfiorando la fusion ed introducendo sbandamenti nel prog-rock.
Se inizialmente il suono e le atmosfere non possono che ricordarci l'intramontabile Bitches Brew Davisiano (The Dragon of Kätkävaara) successivamente notiamo un interesse maggiormente focalizzato sulla melodia e non sulla libera improvvisazione. First Morning denuncia, nella costruzione, la volontà di rimanere nella forma canzone delineando un tema e melodie orecchiabili sulle quali l'improvvisazione e la liricità del timbro della tromba possano spaziare con un certo controllo. La scelta dei brani proviene da dischi che coprono oltre due decenni. Pohjola ricorda che «[…] ero cresciuto con la musica di Pekka e avevo i miei brani preferiti come Benjamin, First Morning e The Dragon che volevo registrare. Spesso ero sorpreso di trovare musica che non conoscevo ma sapevo che volevo trovare un equilibrio per l'intero album.»
Inke and Me descrive bene l'intento generale: esposizione della melodia ed a seguire tutti gli altri strumenti pronti a generare il tappetto sonoro utile alla tromba, dal timbro volutamente davisiano, che improvvisa ma sempre mantenendosi nelle coordinate del tema principale.
In Pinch, contrabbasso e chitarra esprimono la loro vera natura dialogando per alcuni minuti in totale libertà per poi lasciare spazio al convincente assolo di chitarra di Viinikainen.
Benjamin si apre con la magnifica e naturale esposizione del tema a cui fanno da contrappunto contrabbasso e chitarra che verso la metà della traccia aumentano il ritmo per poi rallentare offrendo l'occasione al magnifico ed intramontabile timbro del fender rhodes di deliziarci con un lungo assolo.
Innocent Questions e Madness Subsides sono brani d'atmosfera nei quali viene meno l'aspetto melodico e mantengono la piena volontà di sperimentare e improvvisare: il lungo assolo di Lötjönen in Madness Subsides ne è un esempio.
Lirismo, ambientazioni rarefatte, echi rock prog e fusion, tutto questo e molto di più rifulge da questo progetto che forse, però, risente di minore originalità rispetto al precedente anche se si coglie a pieno una notevole l'intensità emotiva tra i suoi componenti.

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