Jano - The Place Between Things PDF Stampa E-mail
Scritto da Sergio Spada   
Domenica 03 Giugno 2018 00:00


Jano - The Place Between Things

Via Veneto Jazz - 2017

Emiliano D'Auria: pianoforte, live electronics, arrangiamenti
Alessia Martegiani: voce
Massimo Morganti: trombone
Giulio Spinozzi: tromba, flicorno
Gianluca Caporale: sax tenore, sax soprano, flauto, clarinetto
Maurizio Rolli: basso elettrico
Alex Paolini: batteria
Anthony Di Furia: sound designer
special guest: Linda Valori: voce

La dichiarazione d'intenti del settetto denominato Jano (dal soprannome da bambino del leader del gruppo Emiliano D'Auria) sta già tutta nei quasi sette minuti introduttivi di Hidden Corners, brano di apertura di questo The Space Between Things. Musica che mescola elettrico ed acustico, spazio importante per i vocalizzi di Alessia Martegiani, forte senso del ritmo con venature funky assai evidenti, sezione fiati spesso al proscenio a fare da fondale alla composizione o alla ricerca di spazi solistici. Sicuramente nella scia di un tipo di jazz-rock nato già negli anni 80, con brani spesso abbastanza lunghi da lasciare spazio a divagazioni nei sottogeneri, un po' Return To Forever, un po' Blood Sweat & Tears, per chi volesse ricordare pietre miliari del genere. Ma anche spazio a formule musicali più ammorbidite e vicine alla forma canzone classica quando la voce suadente della Martegiani ricama l'incipit di No One's Like You ed il trombone di Massimo Morganti si ritaglia lo spazio per un eccellente solo in chiave blues, nel brano più ad ampio respiro di tutto il lavoro. Spazio ancora ad un testo in francese per la eclettica Martegiani in Trokkien Pat. Clarinetto, tromba, flicorno, sax e trombone trovano qui spazi adeguati per cucire tessiture di puro jazz in stile New Orleans/Yiddish quasi da Vaudeville, mostrando una capacità di mutazione ed una diversificazione di interessi che va ascritto a grande merito della formazione guidata da Emiliano D'Auria. Il quale, nella creazione di questo lavoro, ha sicuramente considerato la necessità di abbandonare la strada maestra di un jazz tradizionale e piuttosto rassicurante per dirigersi verso territori più aperti ed inesplorati, che non rinnegano le origini ma le innervano di nuove componenti, come dimostra, fra gli altri, un brano come Hurry Up, With Pain, Henry, caratterizzato dalla voce della special guest Linda Valori.

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