Stefano Bollani - Que Bom PDF Stampa E-mail
Scritto da Sergio Spada   
Martedì 19 Giugno 2018 00:00


Stefano Bollani - Que Bom

Alobar - 2018

Stefano Bollani: pianoforte
Jorge Helder: contrabbasso
Jurim Moreira: batteria
Armando Marcal: percussioni
Thiago Da Serrinha: percussioni
ospiti: Caetano Veloso, Jacques Morelembaum, Hamilton De Hollanda, Joao Bosco

Si è detto più di un a volta che Stefano Bollani potrebbe fare qualsiasi cosa, e non solo dal punto di vista musicale. È in possesso di quello che si chiama talento, non solo in campo musicale. È anche colto quanto basta (anzi lo è molto) e senza farlo troppo notare. Gli piacciono tanti tipi di musica e li suona tutti bene. È un grande pianista jazz ma anche classico. Sa cantare anche se non ha la voce adatta per farlo. Quando ha avuto a disposizione un programma in tv ha fatto una cosa originale assai, tanto interessante da non farlo più dopo. Se avesse creato e suonato lui l'inno della Lega Calcio avrebbe sicuramente fatto una bella cosa, non quell'inascoltabile fischiatissimo brano dell'incolpevole e sopravvalutato Allegri. Quando esce un nuovo lavoro di Bollani a volte si storce la bocca in certi ambienti esclusivi, un po' per partito preso, un pò per invidia del suddetto talento. Sulla musica brasiliana, Bollani ha già fatto altre cose, ma ci terrei subito a dire che, nonostante i precedenti, questo Que Bom è davvero un bel disco, suonato con grazia, leggerezza, ironia, passione, perizia, compenetrazione per quello che è un serbatoio culturale enorme. Aiutato non solo dal suo sconfinato intatto talento, ma anche da musicisti valentissimi, e con ospiti di livello come Caetano Veloso e Joao Bosco in alcune canzoni, Bollani vola alto. Sia accompagnando i brani che vedono al proscenio queste grandi voci (La Nebbia A Napoli evoca alcuni momenti magnifici dei trascorsi di Caetano Veloso con la musica italiana e la voce di Bosco in Nacao è magica), sia (soprattutto direi) nei brani strumentali, dove si evidenzia una perfetta combinazione fra i musicisti, sempre tenuta su toni attenuati, sottovoce quasi, a definire quell'aspetto della musica brasiliana forse più difficile da rendere ma tanto ricco di sensibilità e di suoi tratti unici. Da questo Que Bom traspare saudade, ma viene fuori anche ritmo. Stefano Bollani ha un suo stile assoluto, sa misurare adeguatamente le sue forze e distribuirsi nei tanti brani di questo lungo lavoro. A tratti sembra di sentire uno dei più grandi pianisti della storia del jazz, per quanto non fra i più conosciuti ed osannati, Ahmad Jamal, capace di una sensibilità forse unica. E spero che per il maestro Bollani sia un bel complimento.

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