Mark Guiliana Jazz Quartet - Jersey PDF Stampa E-mail
Scritto da Fabio Ciminiera   
Mercoledì 18 Luglio 2018 00:00


Mark Guiliana Jazz Quartet - Jersey

Motema Music - 2018

Mark Guiliana: batteria
Jason Rigby: sax tenore
Fabian Almazan: pianoforte
Chris Morrissey: basso
Gretchen Parlato, Jeff Taylor, Jason Rigby, Fabian Almazan, Chris Morrissey, Mark Guiliana, Marley Guiliana: voce in Where Are We Now?


È difficile stabilire se oggi un singolo musicista possa impersonare o determinare il momento del jazz e, in generale, della musica. Allo stesso modo, è arduo se non impossibile indicare se un lavoro sarà seminale, quale sarà la sua influenza sulla scena e sulle varie sottocategorie in cui si suddivide il jazz oggi. Jersey, il nuovo disco del Mark Guiliana Jazz Quartet, pone alcune questioni e diversi interrogativi di questo tipo all'ascoltatore. Si tratta di un lavoro intenso, pensato con cura e suonato con attenzione, aperto in maniera intelligente, creativa e fertile al confronto con il rock e con il pop più colto.
La dimensione del quartetto e la formazione consolidata nel tempo - c'è solo l'ingresso di Julian Almazan al pianoforte che sostituisce Shai Maestro, presente nei lavori precedenti di Guiliana - sono i punti di partenza per un lavoro dal forte impatto. Sin dalle prime e incalzanti note di inter-are, il quartetto gioca con la sorpresa e con la stratificazione dei linguaggi, si misura con connessioni più o meno svelate e scontate, si rivolge all'ascoltatore per mostrargli un disegno sonoro che mette insieme passato e presente. È una sintesi che mette insieme le diverse maniere di intendere i ritmi sincopati, lo sguardo alla tradizione del quartetto jazz e la lezione del mainstream, la curiosità e la necessità di guardare al mondo che ci circonda. Il disco rivela anche un animo collettivo con la presenza di soli quattro brani firmati esclusivamente dal leader, tra cui un breve interludio di batteria Rate: inter-are vede la firma di Mark Guiliana e Gretchen Parlato, Our Lady e The Mayor of Rotterdam sono composizioni di Chris Morrissey, oltre a BP di Rich Hinman e Where Are We Now? tratta da The Next Day di David Bowie.
Jersey rappresenta, in pratica, un percorso all'interno del quale i vari elementi che siamo abituati ad associare al jazz - l'interplay, l'improvvisazione, i linguaggi e le dinamiche - vengono messi a confronto con gli spunti provenienti da altri contesti musicali: è un modo per rispondere a spinte e a sollecitazioni che scaturiscono dall'interno e dall'esterno del jazz, è un modo per ragionare sugli stimoli che danno forma e sostanza ad altre musiche e che decretano la capacità di raccontare il momento attuale e la risposta del pubblico. Si torna, naturalmente, alle parole scritte in apertura: sono molti i musicisti a cimentarsi con operazioni simili e a cercare punti di incontro tra i linguaggi. Mark Guiliana riesce a concentrare in maniera efficace, convinta e coerente tutti gli ingredienti. E riesce anche a mettere a frutto anche l'attenzione guadagnata con Mehliana, il progetto condiviso con Brad Mehldau, o con la partecipazione a Blackstar, l'ultimo disco di David Bowie. E soprattutto mette a frutto le esperienze fatte in contesti differenti o l'amore per il rock con grande lucidità nei brani proposti in Jersey.
E non è un caso che la conclusione venga affidata a Where are we now?, brano presente nel penultimo disco del cantante inglese: in questo modo diventa un modo per fare i conti con quella esperienza e per mettere in evidenza le filiazioni musicali provocate da un musicista mai scontato, come era appunto Bowie.
Un lavoro importante, Jersey. Sarà il tempo a stabilire se diventerà anche fondamentale o seminale, se darà luogo a derivazioni: come si diceva sopra, la dimensione "post-storica" del momento attuale e la suddivisione della scena jazzistica in mille rivoli, spesso autoreferenziali e sicuramente dispersivi, attenuano sicuramente l'impatto potenziale di qualunque disco prodotto al giorno d'oggi. Sono considerazioni che, però, non inficiano il valore e il livello della musica pensata e suonata da Guiliana e dai suoi musicisti nelle nove tracce del disco.


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