Vendemmia Jazz. InTrio: Zenophilia PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianni Montano   
Martedì 25 Settembre 2018 00:00


Foto: Archivio Fabio Ciminiera



Vendemmia Jazz. InTrio: Zenophilia
Castello di Rocca Grimalda - 15.9.2018

Zeno De Rossi: batteria
Piero Bittolo Bon: sax alto, flauto basso
Filippo Vignato: trombone

All'interno delle cantine dello splendido castello di Roccagrimalda si conclude quest'anno l'undicesima edizione della rassegna "Vendemmia jazz" denominata "InTrio". In precedenza si sono esibiti Luca Falomi Esperanto Trio all'enoteca regionale di Ovada e il terzetto con la voce registrata di Antonio Marangolo a Tagliolo in due concerti molto apprezzati. Protagonista dell'ultima data è il gruppo di Zeno De Rossi chiamato appunto Zenophilia che ha alle spalle la pubblicazione dell'album omonimo uscito per la Auand l'anno scorso. Con questa formazione il batterista veronese mira a mescolare le sue passioni musicali in un cockail fresco e frizzante, con un avvertibile retrogusto colto. Nel corso della serata si ascolta una proposta variegata che spazia dal rythm and blues al funky, dall'etno-free, stile sound Sudafricano di Chris Mc Gregor & Band, alla lezione del primo Ornette, di cui, fra l'altro, viene eseguito un brano, Feet Music. Sax e Trombone espongono i temi all'unisono, poi dialogano in contrappunti avviluppanti, per lanciarsi successivamente in assoli circoscritti, sempre punteggiati dal lavoro del collega di strumento a fiato. De Rossi, invece, costruisce un'intelaiatura ritmica consistente, compatta, percuotendo con un battito regolare la pelle dei suoi tamburi. La batteria crea, in tal modo, un terreno solido dove far progredire il discorso dei due partners.
Bittolo Bon è tagliente e assertivo con il sax alto, mentre è atmosferico e suggestivo con l'ingombrante flauto basso. Vignato, a sua volta, risponde con la voce rotonda e perforante del suo trombone.
I tre, in sintesi, danno vita ad un concerto di jazz contemporaneo piacevole e intellettuale allo stesso tempo. Un jazz dai molti rimandi alla storia della black music e a generi confinanti, aggregato in una confezione gradevole, non certo ammiccante verso i gusti degli spettattori meno informati. Il numeroso pubblico di Roccagrimalda si lascia andare ad applausi convinti e sinceri dopo un bis richiesto a gran voce, a dimostrazione che ci si può divertire pure con una musica non proprio in linea con quanto normalmente si sente alla radio o in televisione. Questa è un'indicazione positiva per gli organizzatori e per il direttore artistico Antonio Marangolo a perseverare sulla strada intrapresa e tenere, così, in vita un festival unico nell'area del basso Piemonte.

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