Mats Eilertsen - Reveries and Revelations PDF Stampa E-mail
Scritto da Aldo Del Noce   
Giovedì 01 Agosto 2019 00:00


Mats Eilertsen - Reveries and Revelations

Hubro Music - HubroCD 2606 - 2019

Mats Eilertsen: contrabbasso, basso elettrico, chitarra basso, chitarra, harmonium, tastiere, editing
Geir Sundstøl: chitarra, chitarra resofonica, banjo in Nightride, Hardanger
Eivind Aarset: chitarra in Endless
Thomas Strønen: batteria, percussioni, elettroniche in Signal, Venus, Sibirean Sorrow
Per Oddvar Johansen: rullante in Appreciate
Arve Henriksen: tromba in Appreciate

Rocciosa e sperimentata personalità delle corde basse, già timoniere di grandi formazioni quali il Tord Gustavsen trio, ultimamente più devoluto a produzioni personali, suddivise tra ECM e la presente, ugualmente abituale, Hubro, Mats Eilertsen torna alle nostre attenzioni arruolando confratelli di rango, preziose identità già definite nel vasto arcipelago Nu-jazz: ne sortisce però un nuovo lavoro curiosamente concepito come un solo-album, ma «non nel modo in cui normalmente lo realizzerei». Precisa Eilertsen: «Se di regola avrei registrato un insieme di tracce e avrei valutato in ultimo cosa avessi messo insieme, questo album è invece stato suonato, prodotto, montato sistematicamente dal principio.»
Ciò per quanto attiene alle parti suonate da Eilertsen, che decideva atipicamente di coinvolgere gli strumentisti sottoponendo loro alcuni nastri prescelti e chiedendo di contribuire in libertà con materiale ripreso nei rispettivi studi di registrazione; procedimento opposto quello seguito con il batterista Thomas Strønen (con cui sono condivise tre tracce), cui si richiedevano invece materiali pre-registrati, sottoposti ad editing con ulteriori interventi strumentali propri.
Ma nulla di artificioso si rileva nel programma, che procede funzionale a partire dal tematismo centrato nel primo titolo Nightride, in cui il grave strumento dona alla dinamica del brano un alquanto impressionante effettismo, completato con amministrato esotismo dalle corde di Geir Sundstøl; la coppia si ritrova verso il finale nella strutturata meditazione di Hardanger, che non mira a riforgiare la speciale timbrica del simpatetico strumento ad arco, se non nelle speziate trame intessute dallo harmonium di Eilertsen e dalla timbrica di stagno dei cordofoni del chitarrista. Profilo alquanto differente della chitarra è quello del noto e definito Eivind Aarset che, dopo la solistica maestria espressa nello stratificato Tundra, di concerto con il titolare imbastisce il pulsante e percussivo Endless, in cui le corde elettriche tratteggiano un luminoso passaggio di nubi sopra le forze telluriche sciamanicamente evocate dal contrabbasso.
Questo riguadagna possanza individuale nel nuovo solo Bouvet Blues, di carnosa ed ispirata espressività, preludendo a due brani in successione intavolati con l'eccellente sodale Thomas Strønen, in cui il dialogo (seppur virtuale, come detto) si articola nelle macchinose meccaniche di Signal e nel respiro dilatato del nebuloso e remoto Venus.
Colpisce il carattere eccentrico e la timbrica vitrea dell'insolito solo Polynesia Pluck, molto vivente nella sua fisionomia d'importante gioco di riverberazioni, precedendo la terza ed ultima sortita in associazione a Strønen, l'intensa quanto spaesante Sibirean Sorrow.
Più che un cameo (ma nemmeno troppo di più) per la coppia Arve Henriksen e Per Oddvar Johansen, ove il peculiare trombettista esplicita aspetti non nuovi ma comunque toccanti dell'arte propria, dispensata nella costruzione del conclusivo brano (Appreciate) dal lirismo spezzato, di concerto alle maree tratteggiate dagli sferzanti fremiti del batterista e ancora dalle volute dello harmonium del titolare.
Al di là della dimensione d'artificio della costruzione discografica, contraddetta o almeno ridimensionata dalle qualità dell'ascolto, la suggestiva sequenza di condivisi "stati sognanti e rivelazioni" segna un nuovo ed interessante tassello di una indipendente personalità ormai del tutto affrancata dal profilo di sideman (sia pur d'eccellenza), ma anche da vincoli stilistici, che ulteriormente argomenta naturali curiosità e versatile talento.

Link di riferimento:
Sito web: www.matseilertsen.com
Pagina Spotify: open.spotify.com/album/717dEeUHeiRLmKuwDZcCRLLink di riferimento


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