Bill Frisell Harmony @ Rassegna Transiti. Musiche in movimento PDF Stampa E-mail
Scritto da Nicola Barin   
Lunedì 28 Ottobre 2019 00:00


Foto: Vigilio Forelli



Bill Frisell Harmony @ Rassegna Transiti. Musiche in movimento
Trento, Teatro SanbàPolis - 24.10.2019

Bill Frisell: chitarra
Luke Bergman: chitarra baritona, voce
Hank Roberts: violoncello, voce
Petra Haden: voce

Il secondo appuntamento della rassegna Transiti-musiche in movimento, organizzato dal Centro Culturale Santa Chiara, mantiene le promesse e propone una magnifico Bill Frisell in splendida forma accompagnato da meravigliosi musicisti per proporre l'ultima fatica “Harmony” appena uscita per l'etichetta Blue Note Records.
L'esibizione live rispecchia in maniera perfetta il nuovo album: uno sguardo profondo sulla canzone americana. In realtà otto dei quattordici brani presenti nell'album sono a firma del chitarrista di Baltimora che riesce a scrivere tracce di assoluta semplicità e bellezza, quasi dei classici: God's Wing'd Horse è uno dei tanti. La perfetta sintonia dei componenti permette una rilassatezza totale, una performance naturale, apparentemente senza sforzi, una passeggiata autorevole nella canzone americana. Le voci di Haden, Bergman e Roberts si incrociano all'unisono o si muovono creando linee melodiche che si incrociano.
La chitarra baritona di Bergman, con un timbro più simile ad un basso, accompagna gli assoli di Frisell, Roberts si diverte a pizzicare il violoncello con le mani traendone suoni inediti e ricercati.
Deep Dead Blue, altra composizione di Frisell, permette alla voce pulita e dalle sfaccettature blue della Haden di esprimersi al meglio, lasciando, nella seconda parte, spazio al violoncello che introduce un clima tensivo innaturale.
Red River Valley, brano tradizionale, ci riporta alle atmosfere folk del secolo scorso.
Where Have All The Flowers Gone? di Peter Seeger, viene dilatata per permettere a voce, chitarra e violoncello di fondersi in unico flusso musicale senza più distinzioni.
A sorpresa il gruppo, allontanandosi dagli Stati Uniti, presenta una coinvolgente versione di Space Oddity di David Bowie creando emozione nel pubblico.
Un concerto suggestivo, intimo nel quale Bill Frisell costruisce un perfetto combo che si muove nella giusta direzione.

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