Renaud-Gabriel Pion - Spiritus PDF Stampa E-mail
Scritto da Aldo Del Noce   
Giovedì 02 Aprile 2020 00:00


Renaud-Gabriel Pion - Spiritus

Signature - SIG11110 - 2019

Renaud-Gabriel Pion: clarino basso, corno inglese, sassofono, basharpa, composizioni, direzione
Bill Frisell: chitarra elettrica in ***
Sébastien Fournier: controtenore
Emilie Wallyn, Guillaume François, Jean-Paul Dessy: violoncello
Michel Massot, Bastien Stil, Didier Havet: tuba
Daniel Ciampolini: marimba, campane tubolari
Mickaël Gasche: tromba, flicorno
Gabriel Gosse: chitarra elettrica
Alexandre Berton: batteria

Dichiarata formazione classica convivente con eclettismo d'interessi, sfera indie in primis, approfondimento delle controparti levantine e delle versioni ancestrali dei prediletti strumenti ad ancia, il polistrumentista ed autore parigino perviene a nuovo progetto in coda ad una sequenza discografica già tracciata con i caratteri di una colta personalità devoluta ad un personale spirito di ricerca, in cui formule della musica antica e del Novecento sono orientate senza stravolgimenti all'incontro con più moderni equilibri; non siamo poi distanti, ad un primo ascolto, da un certo sofisticato repertorio (quanto oscuro per il grande pubblico) quale l'arcaicheggiante e cameristica Messa di Igor Stravinsky o certe incursioni nel sacro degli avanguardisti francofoni del XX secolo, di cui s'è certamente appreso l'esempio, volgendo comunque tali materiali verso un più polimorfo scenario.
Si mostra in ciò funzionale anche il prezioso arruolamento (in parte dei passaggi) di un Bill Frisell, comunque impiegato con disciplina entro una falange orientata dalla scrittura, apprezzabile ad esempio nelle austere polifonie di Quintes, sostenuto da un tappeto ritmico flottante entro un clima misterico.
D'altro canto, la voce solistica del titolare non palesa affinità apparente, ad esempio, con il Don Byron già partner della grande avventura friselliana, piuttosto aspirando al doppio passaporto classico-jazz come il veterano Michel Portal (che lo ha pienamente guadagnato sul campo), rappresentando magari il punto di partenza opposto verso il sincretismo praticato (ma mai davvero approfondito) da un Louis Sclavis, con diffuse reminiscenze di soluzioni contemporanee più o meno identificabili, palesando un arco di connessioni da Michael Nyman a Philip Glass.
Assai personale peraltro la concezione d'ensemble e lo spirito dell'orchestrazione connotati da qualche anomalia fisiognomica, dalle triplici parti di violoncello e tuba all'assenza di una canonica parte per basso; riesce poi di non poco pregio l'arruolamento dell'anticato, etereo timbro di voce di controtenore , nella costituzione di un arioso (Art in Vain) avvicinabile al contemplativo sentire del sacrale John Tavener. Un composto e notturno sentore jazzy pervade l'ondulante Lutenist, e riesce pittoresco e studiato l'arrangiamento in Mardi Gras, percorso da una dilatata meditazione ancora affidata alle corde elettriche di Bill Frisell, laddove la lenta Caravadgesque incorpora i peculiari motivi chiaroscurali del pittorico Maestro da cui attinge il titolo.
Vi sono peraltro ben due passaggi dichiaratamente dedicatari a personalità quali David Bowie (Lament) e Pina Bausch (Tanzabend), nel primo caso esplicitando un vago carattere pop unicamente nelle controllate inflessioni di Frisell, animante una struttura ritmata e di fisionomia minimalista, nel secondo (e conclusivo dell'album) tratteggiando la filosofia corporea della grande coreografa con la figurazione-guida dell'ancia del leader, entro uno sviluppo sottilmente animato ed umbratile.
Originali le meccaniche, dichiaratamente tributarie appunto di un certo entertainment d'oltralpe della seconda metà del secolo scorso (ivi incluse certe espressioni della locale avant-garde) e controllato il linguaggio, fondato su studiate e diversificate polifonie, operanti una marcata dilatazione di tempi e respiro di una jazzificata orchestra da camera, in cui la dimensione improvvisativa si assoggetta alle esigenze e alle logiche di una disciplina estetizzante ed introvertita.

Link di riferimento:
Pagina web: renaudgabrielpion.org
Video teaser: www.youtube.com/watch?v=RfhC_HOZKlg&feature=youtu.be&fbclid=IwAR0TC94SzJHNtWuGXQruKj7c4153uyQAX2OZoUyMOfFYvtO9KDKWkPOirug

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