Marco Bardoscia - The Future Is a Tree PDF Stampa E-mail
Scritto da Flavio Caprera   
Domenica 26 Aprile 2020 00:00


Marco Bardoscia - The Future Is a Tree

Tuk Music - TUK037 - 2020


Marco Bardoscia: contrabbasso
William Greco: pianoforte
Dario Congedo: batteria

«Il re degli alberi si ergeva silenzioso sulla cima della montagna, il suo fogliame risuonava dando l'impressione che stesse mormorando qualcosa a se stesso, o stesse giocando con centinaia di bambini.» (Acheng, "Il Re degli Alberi")
Prendiamo in prestito Acheng per dare un volto al nuovo disco di Marco Bardoscia, The Future Is a Tree. Giusto, il futuro è un albero e infiniti alberi, raccontati attraverso la sensibilità di un musicista dall'anima mediterranea e dalla formazione europea. Questo suo disco bello e profondo, suonato con estrema sensibilità e delicatezza, che se fosse scritto si collocherebbe a metà strada tra poesia e narrativa, ci riporta a un tema quanto mai attuale e nello stesso tempo eterno e dibattuto come la natura, gli alberi e la loro rappresentazione della vita. Bardoscia si affida alle stagioni per cominciare la narrazione e da levantino, così come lo sono anche i suoi partner), quale è parte dall'estate, dal sole e dalla luce, invertendo il viaggio spirituale di Kim Ki-duk che fa della primavera il punto di partenza e non di arrivo come immaginato dal contrabbassista. La quadrilogia delle stagioni, che apre il disco, spinge subito l'immaginazione verso il viaggio e il tempo che scorre. Il pianoforte di William Greco tratteggia le scene con docilità e spirito impressionista. Lo fa con quella agilità tipica di chi sa come muoversi nel mondo di mezzo, tra jazz, classica e world (Shuruq e Choriño delle foglie volanti).
Così che le sue costruzioni e cuciture armoniche risultano apparentemente semplici, melodiose e facili al sussurro, da ritualità orientale. Dunque il trittico funziona, è come, con Dario Congedo misurato, sensibile, mai eccessivo ma aperto e arioso nell'interplay. Poi il leader Bardoscia guida, crea, sostiene e comanda il tempo con la sua grana corposa e materica, che a volte ricorda Haden, e usa l'archetto per riprodurre un violoncello e tingere di poesia e nostalgia l'Inverno. Consigliato!

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