Stefania Tallini/Cettina Donato - Piano 4Hands PDF Stampa E-mail
Scritto da Flavio Caprera   
Sabato 09 Maggio 2020 00:00


Stefania Tallini/Cettina Donato - Piano 4Hands

Alfa Music - AFMCD215 - 2019


Stefania Tallini: pianoforte
Cettina Donato: pianoforte
Gabriele Mirabassi: clarinetto
Ninni Bruschetta: voce

Un pianoforte, quattro mani, composizioni originali - cinque per Cettina Donato e sei per Stefania Tallini -, tanta passione e un disco bello e fascinoso. Le due nostre pianiste, side by side, hanno dato vita ad un progetto - mettendoci tecnica, culture differenti, affiatamento e bravura -, al femminile coraggioso ed inusuale, almeno da noi. Piano 4Hands si apre con una composizione di Cettina Donato, un blues anomalo, boogie, che sa di vecchi bar, di alcool e passato, intitolato Persistency. Un'apertura che sottende le radici afroamericane delle due pianiste, che cedono poi il testimone alla bachiana, melodica e ballabile Minor Tango di Stefania Tallini. Dall'oscurità del tango, lo sguardo viene rivolto ad una Silent Moon, una ballad dolce e impressionista. Cadenzato, melodioso e cantabile è il carattere della Danza dei Suoni, forse il pezzo top del disco. I rimandi e le rincorse ritmiche tra Tallini e Donato rendono il brano accattivante e gioioso. Mirabassi, ospite e fuoriclasse speciale, si destreggia tra i colori malinconici, nostalgici e carioca de A Veva, cedendo poi la parola allo scorrere imperturbabile e bluesy di Tempus Fugit. È un piccolo cameo di popular song, la suggestiva, dolce e intimista Amuri Miu, vocalizzata o meglio sussurrata nella penombra dall'attore Ninni Bruschetta. Piano 4Hands è un disco dal volto afro americano e dagli sguardi meridiani, così come lo è anche Duotango, un riuscito ibrido tra jazz e tango che si avvinghia dolcemente nella sua stessa bellezza. Frizzante e solare è invece Ditty Duo, dove le due pianiste tra rimandi e scambi, dialogano in maniera stretta e veloce con aperture latine e amerinde. Pezzo divertente e scanzonato. Ben ci sta una chiusura come Bluesy Prayer, perfetta sintesi di un disco dove le radici del jazz, diremmo la sua essenza, sono ben presenti e danno profondità spirituale ad una narrazione a più voci brillante, variegata, e soprattutto diretta nella sua immediatezza e comunicatività. Consigliato!

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