Roberta Baldizzone White Quartet - Changing Texture PDF Stampa E-mail
Scritto da Fabio Ciminiera   
Mercoledì 13 Maggio 2020 00:00


Roberta Baldizzone White Quartet - Changing Texture

Parmafrontiere - CD009 - 2019

Roberta Baldizzone: pianoforte
Gabriele Fava: sax tenore, sax soprano
Ricardo Costa: chitarra
Marcello Canuti: batteria

Libertà e ricerca, impasti timbrici e improvvisazione, attenzione costante agli spunti lanciati dai singoli componenti del quartetto: le composizioni portate da Roberta Baldizzone in Changing Texture indirizzano le scelte dei solisti per mezzo di contrasti e spunti dinamici, le soluzioni ricavate dalla combinazione di strati sonori e intenzioni differenti.
Il risultato è un lavoro articolato, ricco di spigoli e sfaccettature, capace di offrire all'ascoltatore - così come è stato per gli interpreti - prospettive e letture di volta in volta diverse. Un lavoro intenso e frastagliato, condotto dalla pianista senza semplificazioni o scorciatoie.
Le radici musicali del White Quartet si inseriscono nella storia delle avanguardie del jazz, nelle vicende espressive di quei musicisti che hanno cercato di provocare le evoluzioni più sensibili del linguaggio. Le ritroviamo nella traccia in piano solo - chiamata, appunto, Solo - o nel crescendo ossessivo di #37 in cui emergono gli echi dello stile di Lennie Tristano. Le ascoltiamo nella disposizione orizzontale del quartetto che rimanda a certe soluzioni ibride come quelle proposte da Herbie Hancock in un lavoro come Inventions and Dimensions. Due esempi - tra gli altri che si potrebbero fare... - utili per definire l'attitudine e l'ampiezza della ricerca della pianista e le intenzioni portate nelle otto tracce di Changing Texture. Una ricerca basata sulle diverse inflessioni della voce del quartetto, sulle personalità dei singoli interpreti e sulle possibili interazioni che scaturiscono dal dialogo. Un tessuto quindi che cambia, per riprendere il titolo del disco, e che restituisce la cura con cui viene concepita la trama, la continua applicazione nel sommare e sottrarre i vari elementi.
La line up meno consueta del quartetto nasce dalla voglia di mettono a confronto tra loro le personalità dei quattro musicisti coinvolti. Un dialogo tra linee melodiche e soluzioni timbriche, regolato in modo puntuale da Roberta Baldizzone con il contributo creativo di Gabriele Fava, Ricardo Costa e Marcello Canuti: la presenza austera ed energica del pianoforte si rivela, a seconda dei casi, orchestrale, ipnotica e circolare, leggera ma sempre definita nelle frasi, attenta nel sottolineare gli interventi degli altri musicisti; la chitarra elettrica pronta a disegnare paesaggi sonori trasversali; le evoluzioni più nervose del sassofono; la batteria che coniuga in maniera efficace spinta ritmica e sensibilità espositiva.
«L'esplorazione del suono nelle sue varie dimensioni» afferma Roberta Baldizzone nel presentare il progetto: ed è proprio questo aspetto che rimane dopo l'ascolto del disco. Un approccio alle implicazioni e alla gestione del suono - materico in alcune circostanze, più inquieto e introspettivo in altre, svincolato e informale in altre ancora - sviluppato attraverso le tante sfaccettature di Changing Texture.

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