Angelo Olivieri - Other Colors PDF Stampa E-mail
Scritto da Flavio Caprera   
Domenica 17 Maggio 2020 00:00


Angelo Olivieri - Other Colors

Aut Records - 2020


Angelo Olivieri: tromba
Antonio Jasevoli: chitarra elettrica
Lorenzo Feliciati: basso elettrico
Bruce Ditmas: batteria

«Avevo 18 anni quando scoprii di non vedere i colori come gli altri. Non è una cosa rara, circa il 5% degli uomini - molto meno per le donne - ha difficoltà coi colori da lievi a moderate, come nel mio caso, al mondo visto in bianco e nero. Da quel momento ho sempre sospettato che la mia percezione di tutto fosse influenzata da questo fatto, in qualche modo; vedo altri colori e probabilmente sento altri suoni.» (Angelo Olivieri)
I progetti di Angelo Olivieri sono sempre delle felici sorprese. Non deludono mai e ti assoggettano alla loro intrinseca bellezza musicale. Trombettista colto, intelligente e di larghe vedute, Olivieri è da anni uno dei nostri jazzisti più avanzati, nel senso che spazia tra i generi assoggettandoli alla sua curiosità ed onnivora voglia di conoscere e tradurre in musica. Dotato di un timbro e un accento riconoscibilissimi, di un suono ampio, potente, che sa modulare molto bene anche nei tempi lenti e bluesy, con Other Colors ci da un'ulteriore prova delle sue capacità sia dal punto di vista tecnico che per quanto riguarda la composizione e la leadership. Il suo è un disco sospeso tra avanguardia e moderna rigenerazione - si ascolti la splendida cover di The House Of Rising Sun -, avendo come chiave interpretativa e realizzativa il blues, quello metropolitano e elettrico, spogliato dalle implicazioni rurali e arricchito dalle libertà impostogli da Miles Davis e Ornette Coleman. In questa sua avventura, la migliore di tutte, gli sono accanto musicisti di notevole bravura come Antonio Jasevoli, Lorenzo Feliciati e il "mostro" Bruce Ditmas che durante la session ha chiesto al trombettista «Do you really wanna play this?». Il disco si apre con Vashkar, una notevole composizione di Carla Bley che Olivieri riproduce in maniera minimale, con un suono alla ECM vergato dalla chitarra ondivaga e rock e da una tromba lontana e scandinava. Segue una composizione di Olivieri, For A Gentleman, che altro non è se non un blues intenso, profondo, e malinconicamente attuale. Uno spazio free si apre con i brani Dialogue N.1, 2 e 3, dove la libertà creativa del free e la bravura di Ditmas danno il metro con cui si misura la perfetta riuscita di questi pezzi. La title track, molto personale ed intimista, non è altro se non lo specchio riflesso e tradotto in note dei colori e suoni, altri, della galassia Olivieri. Molto bella la versione di Lonely Woman di Ornette Coleman, costruita su una plastica sezione ritmica che sostiene e avvolge le interferenze dialogiche di chitarra e tromba. Poi ancora Carla Bley, con la intramontabile Ida Lupino, viene richiamata attraverso uno sprazzo tematico e nuovi accenti cromatici a chiudere un disco di rara bellezza!

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