Giovanni Falzone Open Quartet - L'albero delle fate PDF Stampa E-mail
Scritto da Fabio Ciminiera   
Sabato 06 Giugno 2020 00:00


Giovanni Falzone Open Quartet - L'albero delle fate

Parco della Musica Records - MPR 106CD - 2019

Giovanni Falzone: tromba
Enrico Zanisi: pianoforte
Jacopo Ferrazza: contrabbasso
Alessandro Rossi: batteria

Un suono acustico e rigoroso, un quartetto classico per il jazz e un'ispirazione romantica al servizio di un'idea musicale moderna e, come recita il nome della formazione, aperta. Questi, in estrema sintesi, sono gli elementi portati da Giovanni Falzone nelle nove tracce de L'albero delle fate.
Innanzitutto, l'"albero delle fate" è un "luogo del cuore" per Falzone, un luogo sulle rive del Lago di Endine a contatto con la Natura dove il trombettista ritempra lo spirito e si ricongiunge con una dimensione più semplice ed essenziale. Un luogo minuscolo, come lo definisce lo stesso Falzone nelle note di copertina, ma ricco di bellezza, concreto nella sua realtà e, per questo, contrapposto di fatto alle costrizioni del mondo virtuale. Le composizioni originali scaturiscono come "cartoline sonore", come riflesso delle sensazioni vissute tra i sentieri e gli alberi, tra le suggestioni e i suoni di un ambiente incontaminato. Un approccio romantico, quindi, e una sensazione libera per costruire un disegno capace di contenere soluzioni espressive che rimandano tanto alle tradizioni del jazz quanto alle derive più moderne. Nel disco, vengono messi a confronto di continuo e in maniera efficace elementi diversi, con la sonorità acustiche del quartetto voluto dal trombettista a fare da denominatore comune tra le varie spinte. Tirate energiche e passaggi lirici, disegni ritmici spigolosi e nervosi e richiami classici si intrecciano per dare vita ad una musica ricca di sfaccettature che, in pratica, riflette la dimensione allo stesso tempo concreta e spirituale del luogo.
Per compiere questo percorso, Giovanni Falzone sceglie tre jazzisti giovani ma già solidi per esperienza e sensibilità, tre musicisti in grado di dare equilibrio alle composizioni: l'ascolto reciproco e l'interplay caratterizzano l'andamento dei brani e rendono possibili le diverse escursioni e le stratificazioni. Allo stesso modo, il ruolo centrale affidato al pianoforte consente di collegare e rilanciare tutti gli stimoli proposti dai quattro protagonisti del disco e di tenere sempre presente - tanto per il solista quanto per l'ascoltatore - la linea melodica e il racconto emozionale dei singoli brani.
Un lavoro di sostanza: la sintesi immaginata da Giovanni Falzone si sviluppa secondo linee fluide e sempre consistenti. Nel corso degli anni, abbiamo imparato a conoscere l'attitudine onnivora, la sua disposizione a raccogliere riferimenti e spunti da mondi musicali differenti, dal jazz come dalla musica classica e dal rock, passando poi per altre arti come la pittura e la fotografia. E ancora, la sua intenzione di combinare suoni elettrici e acustici, come avveniva ad esempio nel quartetto Le Mosche Elettriche. Nei brani affidati all'Open Quartet, il trombettista raccoglie tutte queste possibilità e le convoglia in un contesto ricco per intensità dinamica e per elasticità: un quartetto acustico e frizzante, energico quando serve, concentrato e attento nel tratteggiare soluzioni funzionali per ogni passaggio.

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