Gaia Mattiuzzi Roaming Minds @ You Must Believe in Spring 2020 PDF Stampa E-mail
Scritto da Nicola Barin   
Sabato 18 Luglio 2020 00:00


Foto: Alessandra Isalberti



Gaia Mattiuzzi Roaming Minds @ You Must Believe in Spring 2020
Mantova, Cortile D'Onore di Palazzo Te - 18.7.2020

Gaia Mattiuzzi: voce, live electronics
Alessandro Lanzoni: pianoforte
Gabriele Evangelista: contrabbasso
Enrico Morello: batteria

La rassegna You Must Believe in Spring, organizzata dall'Associazione Culturale 4'33" di Mantova, che vede Matteo Gabutti in veste di direttore artistico, aveva predisposto per la Primavera un calendario vivace con nomi di assoluto interesse: Mary Halvorson, Aruan Ortiz, Linda May Han Oh. Il periodo primaverile purtroppo non è stato propizio e il lockdown ha sconvolto la programmazione. Si riparte ora con un palinsesto ridotto, costituito da tre incontri l'ultimo dei quali, il 23 luglio, vedrà sul palco il duo Vocione, composto da Marta Raviglia alla voce e Tony Cattano al trombone.
La Mattiuzzi presenta il progetto Roaming Minds, che a breve ascolteremo anche su disco, costituito da brani originali e alcune riletture come la traccia di apertura di Nick Drake.
La cantante piacentina è famosa per la sua grande apertura musicale che si muove dal jazz fino a lambire i territori della classica contemporanea, il folk e via dicendo. La sua voce è caratterizzata da una costante sperimentazione verso territori inediti e affascinanti. Ritroviamo subito un quartetto pensato per muoversi come una compagine, non è un combo di una cantante che viene accompagnata: tutti i componenti sono in perfetta sintonia e cercano un suono condiviso piuttosto che mettere in luci le doti della Mattiuzzi. Lei stessa lascia ampio spazio ai suoi sodali in una perfetta misura che lascia spazio all'improvvisazione ma che sa valorizzare la scrittura. Il brano Gondry, di Lanzoni, sfrutta tutto il potenziale del gruppo aprendo spazio al timbro algido e suadente della cantante per poi concedere libertà all'improvvisazione del piano e del contrabbasso.
Anche Irene, scritta da Lanzoni, permette di cogliere l'incredibile controllo della timbrica e delle dinamiche della Mattiuzzi che ci impressiona per l'incredibile malleabilità vocale. Morello alle percussioni si muove a suo agio aggiungendo un colore inedito ai brani mentre Evangelista da prova della sua grande abilità nel proporre anche interventi solisti caratterizzati dal forte melodismo.
Brani più tipicamente jazz si alternano a scritture in cui la ricerca si muove coinvolgendo altri generi.
Q., scritto da Evangelista, si apre con una lungo duetto voce e contrabbasso: i due si cercano, si sfiorano, per poi lanciare piano e batteria in una traccia, all'apparenza, fortemente improvvisata, i dialoghi sono fitti e l'urgenza espressiva si manifesta immediatamente. La Mattiuzzi grazie all'elettronica e l'uso del loop sovrappone la sua voce costruendo un intervento affascinante che trae linfa dalla musica di Luciano Berio.
Un concerto che ristora i cuori in cui la voglia, l'urgenza, di comunicare è palese e che vede un quartetto in perfetto equilibrio. Attendiamo con molta curiosità l'uscita dell'album.

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