Ferdinando Romano - Totem PDF Stampa E-mail
Scritto da Flavio Caprera   
Lunedì 03 Agosto 2020 00:00


Ferdinando Romano - Totem

Losen Records - 2020


Ferdinando Romano: contrabbasso
Tommaso Iacoviello: flicorno
Simone Alessandrini: sax soprano, sax alto
, Nazareno Caputo: vibrafono, marimba
Manuel Magrini: pianoforte
Giovanni Paolo Liguori: batteria
ospite
Ralph Alessi: tromba


La Losen Records dedica spesso le sue attenzioni a giovani e bravi musicisti di casa nostra. Questa volta tocca al contrabbassista Ferdinando Romano pubblicare da loro un disco registrato negli studi di Arte Suono e super visionato dal mago dei suoni Stefano Amerio. Totem è il primo ed interessante lavoro da leader di Romano, musicista dalle fondamenta classiche ma jazzista rodato da anni di pratiche di alto livello professionale. In questo suo disco oltre a suonare si distingue come compositore. I suoi otto pezzi ci restituiscono una musica ben congegnata dal punto di vista armonico, timbrico e contrappuntistico. Gli interventi dei singoli musicisti rientrano in uno schema che prevede equilibrio, linearità e pulizia sonora. Ralph Alessi contribuisce in questo contesto a dare una definizione più eterea ed astratta alle composizioni, donandogli lucentezza e profondità espressiva. Il brano iniziale, The Gecko, assomma tutte queste caratteristiche. Aperto da un dialogo serrato di contrabbasso e marimba, si sviluppa seguendo le costruzioni melodiche di Alessi che vanno ad articolarsi ed incrociarsi con gli spunti di Alessandrini all'alto. Il fine di Romano è quello di modellare e far suonare il settetto come un'orchestra, avvicinandolo a certi lavori di Holland e Wheeler attraverso una sezione ritmica corputa e colorata, con dei fiati liberi di spaziare supportati da un pianoforte vibrante e sicuro. Romano dirige e cuce con il contrabbasso, Evocation, dando la misura metrica a cui si devono affidare i musicisti e instradando la melodia verso lidi in cui la timbrica gioca con lo spazio, Wolf Totem e Curly. Magrini è l'alter ego di Romano con il suo pianismo soffice, risoluto, mai sopra le righe, profondo e a tratti lirico (a tal proposito si ascolti il suo disco in piano solo intitolato Unexpected). Le narrazioni marittime di Sea Crossing Part 1 e 2 vanno lette come fossero un'unica suite, una sinfonia contemporanea ad episodi, dove i singoli strumenti con la loro azione determinano umori e significati della composizione. Memories Reprise si tinge invece di nostalgici momenti introdotti dall'archetto del contrabbasso e pennellati dai contrasti chiaroscuri di soprano e flicorno in chiave melodica ed impressionista. Gli specchiamenti timbrici di Mirrors chiudono un disco di notevole fascino e contenuto. Consigliato!

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