Alessandro Fabbri - Five Winds PDF Stampa E-mail
Scritto da Fabio Ciminiera   
Sabato 09 Gennaio 2021 00:00


Alessandro Fabbri - Five Winds

Caligola Records - Caligola 2269 - 2020

Alessandro Fabbri: batteria
Pietro Tonolo: sax tenore, sax soprano
Sebastiano Bon: flauto, flauto alto, flauto basso
Simone Santini: sax alto, sax sopranino, oboe, Ewi
Elia Venturini: corno francese
Davide Maia: fagotto
Guido Zorn: contrabbasso

Alessandro Fabbri prosegue con Five Winds la sua esplorazione musicale articolata e molteplice attraverso le diverse possibilità dei linguaggi del jazz. Nelle sue produzioni come leader, il batterista ha sempre utilizzato organici dalla costruzione particolare in modo da poter disegnare una musica capace di portare nel proprio sviluppo le potenzialità espressive di scrittura, arrangiamento, orchestrazione, interplay, improvvisazione e incastri timbrici. In particolare, in molti dei suoi progetti - come in Five Winds o nel precedente StrayHorns - si nota l'assenza del pianoforte e la scelta conseguente di realizzare le armonie grazie al tessuto sonoro dei fiati, agli incontri stabiliti a priori e, naturalmente, ai margini di libertà affidati alle sensibilità dei singoli interpreti.
I cinque fiati convocati in Five Winds evidenziano alcune delle intenzioni di Fabbri. Sonorità più legate al jazz e voci più consuete nel mondo classico si incontrano in una concezione musicale scaturita da un ragionamento portato avanti con attenzione, raccogliendo stimoli da tutta la storia del jazz, a partire da Steve Lacy, Dave Holland e Luca Flores - autori degli unici tre brani non originali del disco - e poi anche da Gerry Mulligan, dal Modern Jazz Quartet e, se vogliamo, dalla stagione aperta da un lavoro seminale come Birth of the Cool. La dimensione pianoless, in un contesto simile, viene vissuta secondo criteri differenti da quanto siamo abituati ad ascoltare, ad esempio, in un sax trio: le cinque voci, le cinque personalità della front line offrono un ventaglio di voci variegato e confezionano una trama ricca e sempre mutevole. Una trama che consente al compositore di giocare carte ogni volta differenti, unendo le voci in sezioni oppure muovendole in contrappunto o ancora combinandole in maniera funzionale alle improvvisazioni del solista di turno.
Five Winds è un lavoro pensato con cura, viene pubblicato, infatti, a distanza di diversi anni dal precedente StrayHorns, dedicato alla musica firmata da Billy Strayhorn. Alessandro Fabbri si muove su livelli di lettura differenti: unisce, con garbo e accortezza, il forte impianto teorico, la coerenza e la complessità delle sue idee senza per questo rinunciare all'impulso ritmico e ad uno svolgimento fluido e scorrevole.

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