Roberto Taufic - Eles & Eu PDF Stampa E-mail
Venerdì 16 Aprile 2010 00:00


Roberto Taufic - Eles & Eu

Baticumbando - 2009

Roberto Taufic: chitarra


Eles & Eu è un doppio CD in chitarra solo: Roberto Taufic si misura nel primo disco, Eles, con alcuni standard della bossanova e del jazz, nel secondo, Eu, invece propone le sue composizioni originali.
Il primo disco mette in risalto la tecnica e il tocco di Taufic: uno stile limpido, capace di entrare all'interno del brano con sobria eleganza ed estrema immediatezza. Il chitarrista unisce virtuosismo e sensibilità con grand efficacia: il virtuosismo gli permette di dare vita a tutte le necessità - armoniche, melodiche e ritmiche - dei brani; il suo approccio vira verso il lirismo e mette in primo piano la parte emotiva di ogni traccia facendo dimenticare subito tutte le difficoltà di una registrazione in solitudine. I temi non sono mai sovraccarichi, le improvvisazioni sono sempre lineari, rarefatte in molti casi, dirette e narrative per tutto il lavoro.
Gli autori presi in considerazione da Taufic sono Jobim, Gilberto Gil, Guinga, Edu Lobo e Chic Buarque (da segnalare, in particolare, la versione di Beatriz), Ary Barroso, Thelonious Monk e Pat Metheny. Come penultima traccia del primo disco, Taufic si misura con Chopin, Nocturne op.9 no.2, per una esecuzione che si inserisce senza strappi nel corso del disco, riuscendo sempre nella sintesi di tecnica e sensibilità tipica di Taufic.
Il secondo disco pone l'accento sulla scrittura di Taufic. Una chiave per entrare in questa parte del lavoro, può venire dalle parole scritte dal chitarrista brasiliano - ma residente da tempo in Italia. Traduco e sintetizzo il pensiero di Taufic: "Il disco in solo è un progetto al quale pensavo da tempo, ma, siccome ogni cosa arriva nel momento giusto, ho aspettato, ho lasciato maturare le idee, le esperienze in maniera onesta, prima di tutto nei miei confronti."
Si tratta di dodici composizioni brevi, essenziali, estremamente delicate: veri e propri acquarelli in musica. La maturità porta nei brani profondità, la grande padronanza tecnica serve anche in questo caso per gestire al meglio le atmosfere e le intenzioni - narrative o suggestive, a seconda dei casi. Soprattutto aver aspettato, aver fatto decantare note, passaggi, frasi e temi permette a Taufic un dialogo costante e partitario - oppure non succube, se si preferisce - con le proprie influenze, con i maestri della chitarra del jazz e del mondo brasiliano, da Guinga a Ralph Towner, da Pat Metheny a Egberto Gismonti, con le derive classiche e romantiche del suono della chitarra classica.
Lo strumento - generoso, magico e misterioso, come lo definisce il chitarrista, più avanti - usato in questo modo diventa davvero il mezzo per traghettare la propria personalità, il proprio mondo interiore. Anche il virtuosismo si fa strumento e si mette al servizio delle intenzioni: uno dei principali meriti di Taufic è quello di lasciar passare quasi inosservata la sua tecnica - per quanto necessaria nella gestione di un disco in solo - per puntare senza mediazioni alle emozioni, al racconto, alle suggestioni.
 
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