Recensire, ridire, raccontare e... sullo scrivere per musica

Ciò che dico forse potrà apparire confuso, ma volevo provare a spiegare perché (e in fondo come) ho intenzione di curare questa sezione. Credo anche che lo staff mi abbia preso in considerazione per questo compito per certi principi con cui da tempo provo ad essere coerente.
Principalmente svolgo attività "critiche" prevalentemente in altri settori artistici, mi interessa una idea di critica come "supporto alla comprensione" più che quella che pretende di dire e non dire cosa una cosa sia: più che "critico" mi ritengo un osservatore/ascoltatore specializzato e comunque rispettoso degli altri al punto che il mio modo per dire ciò che non va si riduce al "non parlarne". Recensire dunque non è compito facile perché la recensione di per se è una traduzione estremamente imperfetta tra linguaggi e in quanto tale riduttiva di un sistema di relazioni ad un altro che fa fatica a mantenere l'identità sostanziale del primo.
Ma scrivere di musica ha la sua necessità, per ricondurre sul piano di una esperienza più largamente condivisibile una esperienza individuale e specifica. Come scrivere di musica ? Da musicisti ? per rimandare alla parzialità di quel mondo ? Oppure da profani, senza saper cogliere l'identità di quel mondo ?
Ho avuto e ho la fortuna di suonare e amare la musica, ecletticamente forse; ho avuto la fortuna di desiderare la chiarezza del pensiero e i valori della cultura come fossero i valori fondamentali per una comunicazione autenticamente "umana", degna di rispetto, di curiosità e talvolta d'incanto.
In ciò che proverò a scrivere , non voglio essere musicologo, perché non lo sono e non lo posso essere; non voglio essere limitativamente "musicista" e cosi "autoriferirmi": preferirei riuscire ad essere un ascoltatore libero, per provare ad essere un ponte naturale tra mondi possibili e provare ad aiutare a chiarire per quanto limitato il linguaggio sia, "l'espressione" altrui. Il recensore altro non è che un piccolo tramite per rendere più largamente comprensibile qualcosa che molti (e in primo luogo i musicisti) dovrebbero cominciare ad amare di più, prima di giudicare sbrigativamente.

Antongiulio Zimarino - Jazz Convention Year 2005