Fabrizio Mandolini
La spiga

Dodicilune Dischi - ED212 - 2004

Fabrizio Mandolini: sassofono
Paolo Russo: pianoforte
Bjarne Roupè: chitarra
Palle Danielsson: contrabbasso
Andrea Marcelli: batteria
Jarkko Hakala: flicorno
Thommy Andersson: contrabbasso (2-3)
Klavs Hovman: contrabbasso (8)

La spiga


Northern Lights La spiga


Molti dischi nascono come una summa di esperienze, conoscenze, incontri e rappresentano in una forma definita, magari non definitiva, i progetti sviluppati nel corso degli anni. La Spiga è il risultato della crescita di Fabrizio Mandolini, della maturità raggiunta come musicista, compositore e produttore: in questo disco si mescolano, si compenenetrano gli ascolti e i personaggi, le esecuzioni, le collaborazioni e le idee, le esperienze passate e le suggestioni di terre diverse; alla guida di una formazione che unisce Italia e Scandinavia, il sassofonista ci racconta, e la dimensione narrativa è una caratteristica forte de La Spiga, episodi e storie nei quali confluiscono melodie, riflessi di luce, colori e tradizioni diverse; la sensazione che si prova ascoltando le tracce del cd è quella della felice fusione, dell'unione di tutto questo, l'amore e la spinta di necessità alla melodia che proviene dalla matrice italiana si combina con le atmosfere più rarefatte e algide delle terre del Nord, vivificandone le immagini per mezzo dell'ascolto e delle frequentazioni del mondo musicale americano che infondono vigore ritmico senza, però, forzare e snaturare melodia e lirismo.
Questo soprattutto perché la fusione e la vicinanza di mondi diversi è realizzata in primo luogo da parte degli stessi musicisti scelti per la registrazione, come condizione di vita artistica: Palle Danielsson non ha certo bisogno di presentazioni, bastano le prime note dell'assolo di The ship from Nyhavn, per far capire quanta musica, e di quanta qualità, abbia metabolizzato. Il contrabbassista si è calato appieno nel ruolo, fondamentale, di costruzione del suono, registrando sette delle dieci tracce del disco e si è ritrovato ben coinvolto nel progetto del sassofonista, come dimostra la partecipazione e il ruolo svolto nella traccia improvvisata (Impro, appunto)... Palle Danielsson colora in modo leggero e sempre puntuale le costruzioni già ben delineate di Mandolini, inserendo frasi lineari e dirette, che rispondono alle linee della chitarra, del piano e del sassofono con eleganza e sobrietà, in un lavoro discreto, quanto fondante, per l'economia della narrazione. Il sostegno offerto agli assolo di Bjarne Roupè e Fabrizio Mandolini in Mothers mette in evidenza questa capacità di regolare la linea del basso sulla voce del solista in modo da cogliere, con gli scarti, con gli accenti e con la gestione del ritmo, l'essenza più profonda del brano.
Paolo Russo e Andrea Marcelli sono, come Mandolini, emigrati dall'Italia già da diverso tempo, e questo consente loro di raccogliere input differenti e li costringe a disporsi in modo naturale ad aprirsi e ad avere la capacità di ascoltare, assorbire ed eseguire materiali di varia provenienza, in modo personale. Bjarne Roupé, infine, è un chitarrista capace di suonare su registri quanto mai vari, dal distorto al suadente e all'acustico, in sintonia con il brano sia quando arpeggia gli accordi che quando incalza il gruppo con accompagnamenti carichi di groove e dalle ritmiche sviluppate in senso progressivo.
I brani che Mandolini ha scritto per La Spiga sono permeati dell'approccio descrittivo al quale si accennava in precedenza; sono brani nei quali trovano spazio le suggestioni pastorali e folkloriche, ampie aperture e melodie ben combinate: sono dieci storie delicate e dalle atmosfere pacate, nelle quali i momenti di tensione vengono risolti per mezzo della melodia e della costruzione corale di temi articolati: Silent Mentor, l'episodio più libero de La Spiga, viene condotto dalla frase ben caratterizzata e mai del tutto abbandonata del tema; Northern Lights, aperta e chiusa da una sezione libera in cui il sax è sostenuto dagli altri strumenti, propone, nella parte dedicata agli assolo, uno sviluppo corale dell'accompagnamento, al quale concorrono a turno tutti i musicisti. La costruzione dei brani viene sviluppata secondo forme ben delineate che si protendono anche nelle parti lasciate alle improvvisazioni che sono sostenute e accompagnate dalla presenza costante della struttura del brano e, di conseguenza, i musicisti hanno a disposizione più possibilità di impostazione per creare e sviluppare gli assolo su queste basi e possono contare su una forma che permette di accogliere sia gli slanci e l'energia del solista che il lirismo e le frasi più riflessive; ne è la prova il brano Two pages to tell a story in cui si miscelano l'intro arpeggiato, le movenze delicate e suadenti e le possibilità di espansione e di coinvolgimento che caratterizzano la parte degli assolo e le esecuzioni dal vivo.
Comune denominatore delle dieci tracce è, in ogni caso, la necessità descrittiva che si esprime nei temi e nelle linee melodiche dei brani e che viene messa in risalto dallo stile dei musicisti che si adoperano nel disco: Northern Lights, La spiga, Mothers, Gone with the winter e The ship from Nyhavn disegnano, nella costruzione, nella scrittura, nella scelta dei suoni e delle note, sia negli assoli che nelle contrapposizioni dei vari strumenti, paesaggi dai colori vividi come il campo di grano rappresentato nella foto di copertina.
Colori tratteggiati con gusto anche dalla scelta dei suoni, con la chitarra di Roupé in evidenza nel delineare, con soluzioni efficaci e dirette, la natura del brano, utilizzando effetti e arpeggi, volumi e distorsioni, acustica e elettrica nel modo più rispondente allo svolgimento dei brani e delle tensioni armoniche, sia in assolo che negli accompagnamenti; ma tutti i musicisti si rendono protagonisti di un lavoro preciso, ricco di soluzioni e di inventiva, che concorre al racconto del disco: Andrea Marcelli con le sue linee giocate con leggerezza sui piatti, gli incastri creati da Paolo Russo e Fabrizio Mandolini, gli unisono di chitarra e sassofono, la scelta dei registri espressivi del pianoforte e l'alternanza dei diversi sassofoni, l'inserimento del flicorno di Jarkko Hakala ne La Spiga e l'apporto di Palle Danielsson al contrabbasso.

Fabio Ciminiera - Jazz Convention Year 2004