Paolo Russo Band au Neon
Oltretango

Dodici Lune Dischi - ED 215 - 2005

Paolo Russo: pianoforte, bandoneon, direzione
Francesco Calì: pianoforte, fisarmonica
Fabrizio Mandolini: sax soprano, sax tenore

Oltretango


Una lettura romantica di danze e dei tempi dispari che accompagnano il ballo, di strumenti che si rincorrono e incontrano nel movimento circolare e repentino della danza, che si alternano alla guida dei brani.
Band au neon è la denominazione che unisce tre musicisti italiani da tempo attivi in Danimarca, Paolo Russo, Francesco Calì e Fabrizio Mandolini, e che con un gioco di parole vuole mettere in evidenza l'elettrizzante presenza, nei suoni e nelle atmosfere, del bandoneon e delle ispirazioni tangueire che si ritrovano anche nel titolo del lavoro, Oltretango.
Oltre il tango in una direzione che, come si diceva in apertura, coniuga danze popolari e sonate romantiche e nella quale il lirismo sognante di Fabrizio Mandolini e quello più passionale di Paolo Russo e Francesco Calì riescono a saldarsi in una voce unitaria e omogenea che si anima degli accenti di ciascuno dei musicisti e si modula con gli scatti nervosi del bandoneon, con l'accondiscendente soprano, con un tenore sornione e con la voce seducente della fisarmonica.
La particolarità del repertorio è quella di unire brani che vedono la luce per la prima volta su Oltretango a brani che Russo e Mandolini avevano proposto già in altri contesti. La spiga è il brano che da il titolo all'ultimo lavoro a nome di Fabrizio Mandolini. La bicicletta compare anche nell'ultimo lavoro dei Ciccon'dela, il cui tastierista, Giacomo Salario, è il compositore di Light Years. Il segreto è un brano che Paolo Russo propone spesso nei suoi concerti di pianoforte e bandoneon. Brani trasportati con la massima naturalezza in un nuovo contesto, come punto di partenza per un repertorio che evolve e crea nuovi brani, nuove atmosfere.
La caratteristica più importante del gruppo risiede, in ogni caso, nel suono e nell'impasto creato da una formazione atipica: l'assenza di una sezione ritmica, la fluidità dei suoni e la morbidezza delle forme create, il taglio languido e malinconico che si adatta alla danza, le sensazioni più nervose e gli scatti sul ritmo che innervano alcuni passaggi, il controllo delle emozioni che promanano dalle dodici tracce del disco, sono gli elementi che compongono il tessuto di Oltretango. Elementi che caratterizzano il suono e che si sposano con il materiale scritto per il disco e per i brani ripresi: cresce, al passare dei brani, la sensazione di una espressione naturale, spontanea, non forzata, nella quale il trio riesce a dare corpo e voce a tutte le emozioni, alle sensazioni, necessarie, che sono alla base della composizione.
Il suono fluido della formazione riesce a collocare nel disco brani più divertiti come Sirtakino e La bicicletta, le atmosfere tipiche della sonata romantica di Romsø, mediterranea nella voce a dispetto del titolo, la riflessione pacata di Life and death e di Riviera, l'andamento circospetto e coinvolgente di Light Years, la circolare compostezza de Il segreto, condotta da fisarmonica e bandoneon, il ritmo esuberante del tema di Tango mediterraneo e la sua lirica parte centrale. Proprio in questo brano si evidenzia il percorso che infonde tutto il disco: una costruzione dove il ritmo, l'armonia e la melodia vengono ad essere gestite, di volta in volta e per quanto possibile, dai tre musicisti, impegnati nell'elaborare e nel colorare, nel guidare e nel sostenere di continuo il solista, la guida del brano. Un lavoro che si dipana, continuo, nel corso del disco, che infonde e colloca le diverse emozioni presenti nella scrittura.
Le atmosfere sono sì quelle languide del tango, ma, come per gli altri aspetti, si segue il dettato del titolo e i tre raccontano anche la malinconia, la passione, il divertimento. Oltretango è caratterizzato dalla continuità delle emozioni, o meglio dalla percezione in ogni brano, della partecipazione dei tre, del trasporto emotivo sul quale si fonda il brano. Band au neon è un trio che evidenzia la consuetudine del suonare insieme, la disposizione a comporre e ragionare avendo nel proprio immaginario sonoro le voci di ciascuno degli altri musicisti, il rapporto umano consolidato negli anni; consuetudine che favorisce lo svolgimento dei temi e l'interpretazione dei brani, conoscenza che permette di confrontarsi l'uno con l'altro e riportare in musica le emozioni, con naturalezza.

Fabio Ciminiera - Jazz Convention Year 2005