Nicola Andrioli
Alba

Dodici Lune Dischi - Ed 219 - 2006

Nicola Andrioli: pianoforte
Giuseppe Bassi: contrabbasso
Mimmo Campanale: batteria

Alba


Nicola Andrioli, Alba. Nove tracce che delineano con forza e decisione la volontà di esprimere, soprattutto, la voce del pianoforte nel contesto del piano trio. La dimensione che Andrioli viene a creare nella scrittura e nelle improvvisazioni si avvale, innanzitutto, della forza espressiva, della completezza sonora e narrativa del pianoforte. Una direzione che prende corpo nell'intero sviluppo del disco, direzione che caratterizza passaggi e soluzioni del lavoro svolto da Andrioli, teso, nei nove episodi, ad esplorare, con decisione, le possibilità espressive del pianoforte, la compiutezza del discorso e della esposizione.
La guida della musica, l'equilibrio tra i tre strumenti, la conduzione dei principali passaggi del disco vengono risolti a favore del pianoforte, nella maggior parte dei casi. La ritmica - composta dai pregevoli Giuseppe Bassi, al contrabbasso, e Mimmo Campanale, alla batteria - difficilmente diventa protagonista assoluta. Contrabbasso e batteria seguono con precisa disposizione le direttrici del pianoforte e ne sostengono le improvvisazioni, offrendo un supporto di buon livello, nel corso dell'intero disco... e, quando vengono chiamati alla ribalta dell'assolo, Bassi e Campanale si fanno trovare pronti e spigliati.
Il pianoforte, soprattutto. La melodia e gli assolo, la forte espressività della mano sinistra e la sottolineatura degli accenni ritmici: Andrioli affronta la musica proposta e ricava, dalla situazione che egli stesso crea, la possibilità di disporre in libertà gli elementi principali del suo stile musicale. La direzione complessiva del lavoro risulta, perciò, vibrante, muscolare e lirica: il virtuosismo, a volte sovraesposto; le radici classiche e romantiche del suo pianismo; un approccio alla composizione che coglie ispirazioni e suggestioni in territori diversi e da luogo ad una scrittura sicuramente personale. Elementi che dimostrano la bravura del pianista, ma che denotano anche la voglia di mostrare la propria bravura.
La natura pianocentrica del trio guidato da Nicola Andrioli diventa, perciò, il nucleo principale intorno al quale si sviluppano le nove tracce del lavoro. I brani, tutti composti dal giovane pianista pugliese, muovono intorno alle possibilità espressive del pianoforte e si avvalgono del supporto di una buona ritmica, affiatata e sensibile, che funge, però, troppo spesso, da contraltare al lavoro del pianoforte.
Nei brani di Alba, Nicola Andrioli interseca spesso temi cantabili e improvvisazioni cariche di verve: una soluzione che rende bene la natura dell'approccio al pianoforte del pianista pugliese, sopratutto nei brani in cui Andrioli riesce ad equilibrare la vena romantica di alcune sue scelte stilistiche con la potenza e la vulcanica energia del suo suono. L'approccio di Andrioli denota idee e soluzioni particolari: la ricerca del pianista muove nella direzione di connettere, nella sua scrittura, in modo funzionale, le varie anime e le molte possibilità pianistiche presenti nella sua interpretazione, nel suo stile. Ed é, se si vuole, questa molteplice disposizione che porta il pianista ad essere presente e attivo nel corso dell'intero lavoro, in modo da dare spazio alle proprie intenzioni descrittive e alle possibilità espressive.
Le nove tracce di Alba mostrano come Andrioli sia un pianista in grado di concepire la propria musica, in modo completo e consistente, sul pianoforte. Aspetto che porta il musicista a risolvere molti passaggi per mezzo del pianoforte, utilizzato, con piglio e presenza, nella gestione complessiva e nei diversi risvolti del disco.

Fabio Ciminiera - Jazz Convention Year 2006