|
Gianni Bardaro Sinestetic Jazz
|
|
Overflow
|
|
Gateway Music – GBCD01 - 2007
Gianni Bardaro: sassofono contralto
Lars Soberg Andersen: tromba e flicorno
Francesco Calì: pianoforte
Andreas Hatholt: contrabbasso
Jacob Hatholt: batteria

“Sinestetic Jazz” è l’ultimo progetto del sassofonista italiano Gianni Bardaro: insieme al compatriota Francesco Calì, nel gruppo compaiono i fratelli Hatholt, danesi, e lo scandinavo Lars Andersen. Un progetto di jazz europeo, dunque, che non unisce solo i diversi sensi, come vorrebbe il nome, ma anche diverse nazionalità, in un melting pot di jazz ad altissimo livello. Sinestetico è un aggettivo quanto mai adeguato per questa musica: la sua ruvidezza permette quasi di “toccare con mano la musica”.
E il luogo principale di queste sinestesie si trova proprio nella voce precisa e danzante del sassofono di Bardaro, che in questo disco “Overflow” ha raggiunto il luogo perfetto per esprimesi al meglio, in primo luogo grazie ai formidabili assoli di Andersen: il trombettista infatti, con perfetto stile hardboppistico, crea frasi musicali di grande impatto sonoro, fornendo a Bardaro tutte le idee di cui necessita per il suo discorso musicale. Magistrali in questo senso i due assoli contenuti in “Cool mouse”, in cui l’uno rimanda sempre all’altro, costruendo un coerentissimo discorso musicale a due voci. Di altissima qualità anche il lavoro compositivo: tutti gli otto brani che costituiscono il disco sono firmati e arrangiati dallo stesso Bardaro, che pur mantenendo uno stile decisamente personale passa con estrema disinvoltura dal tirato funky di “Scandango” all’hard-bop appunto di “Cool mouse”, alle influenze latin di “El ‘son’ de Paola”. La musica che ne risulta è un jazz serrato, sempre di grande impatto ma mai eccessivo, urlato: la grande finezza del disco è resa anche grazie al formidabile apporto dei due fratelli Haltholt. Da una parte, infatti, il suono pieno e corposo del contrabbasso di Andreas sfodera una energia brillante, con una luminosità assoluta specialmente nei registri alti, e dall’altra la precisione della batteria di Jacob spinge sempre i brani in avanti, senza lasciare momenti di rilassatezza. La tensione è resa benissimo nel corso di tutto l’album, e in questo è fondamentale il pianoforte di Calì, che attraverso sottili dissonanze riesce a far rimanere la musica sul filo della tensione, in cui ogni nota richiama sempre quella successiva, in un turbine di ritmi e progressioni armoniche ben studiate.
L’evoluzione dello stile compositivo di Bardaro trova l’espressione più alta nella eccellente “Overflow Lille Suite”, che oltre a dare il nome all’album ne è anche l’apice stilistico. La sua multiformità eccede gli schemi di qualunque struttura tipica del jazz, ed è proprio questa costruzione eclettica a fornire a Bardaro il background per un formidabile assolo che risulta variegato, teso, efficacissimo. Come del resto tutto l’album.
Diego D’Angelo -
Jazz Convention Year 2007