Via Veneto Jazz - VVJ060 - 2006
Fabrizio Bosso: tromba, flicorno, elettronica
Pietro Ciancaglini: contrabbasso
Lorenzo Tucci: batteria

Una condizione assolutamente minimale - un trio senza dimensione armonica - sembra esprimere, per la verità all’ennesima potenza, tutta la carica iconoclasta e contemporanea della musica di Thelonious Monk. E gli artisti chiamati all’operazione riescono ad esaltarsi supplendo con una notevole spinta creativa e rendono completa la musica e complessa una dimensione assolutamente essenziale di esecuzione.
Il risultato è di grande effetto, quasi si riuscisse a recuperare in una singolare logica di "less is more" una concentrazione totale sulla qualità della musica.
Insomma, un disco molto intelligente che permette di ribadire e riapprezzare la genialità di Monk ma anche di mostrare una strada di rilettura del patrimonio jazzistico che non sia appunto ripetizione di stilemi, ma riproposta dello spirito di un’età, dentro una riduzione minimale che è molto contemporanea.
I musicisti, in questa dimensione, vengono chiamati ad una responsabilità maggiore nei confronti dello standard: devono sostenerne l’identità e proporre una sua originalità tirando fuori dai propri strumenti e dalla propria sensibilità (in particolare dalla sezione ritmica) varietà percussive e incastri ritmico-melodici capaci di completezza. Dal canto suo, la tromba di Bosso deve essere completamente "voce" e variabile dello standard e cercare, allo stesso tempo, una relazione inedita e complessa con la ritmica.
Quindi anche l’elettronica o certe tensioni impressioniste, acquistano un senso diverso, non orpelli aggiuntivi, ma come ulteriori aperture interpretative in chiave contemporanea.
Dunque un bel disco, implicito dire ottimamente suonato, non potrebbe essere diversamente entro questo difficile approccio che Tucci ha scelto.
Antongiulio Zimarino -
Jazz Convention Year 2007