El Porcino Organic
Smile

Splasc(H) Records - CDH 899.2 - 2007

Helga Plankensteiner: sax baritono, voce
Mauro Ottolini: trombone, tuba
Michael Lösch: organo, Fender Rhiodes
Paolo Mappa: batteria, cajon

Smile


El Porcino Organic. Nome straniante per una formazione frizzante: dieci brani caleidoscopici, suoni combinati con gusto e ironia, il divertimento e le good vibrations come riferimento importante per un progetto intelligente e immediato.
L'immediatezza come qualità. Dal primo ascolto, il disco arriva in modo diretto ed efficace al sodo: si rimane catturati dalla varietà dei suoni e dalla scatenata verve interpretativa di Plankensteiner, Ottolini, Lösch, Mappa e Cantini, dal costante cambiamento di orizzonte musicale.
L'incontro di sax baritono e trombone - o tuba a seconda dei casi - crea una tensione grave ben accompagnata e stemperata dai suoni liquidi e penetranti del Fender Rhodes e dell'organo. Completano la scelta dei suoni gli effetti applicati alla voce e ai fiati, la presenza del violino, una batteria libera di spaziare nei territori liberati dall'assenza del bassista. E proprio l'assenza della figura fisica del bassista crea le premesse per l'impasto sonoro del quartetto, ne stabilisce il sapore e la matrice: i suoni gravi dei fiati, la possibilità dell'organo di sostenere le linee di basso, la libertà acquisita dalla batteria convergono in una sorta di cooperazione sonora dei quattro, in un costante sostegno reciproco. Si crea così un nucleo sonoro compatto che accoglie tutte le ragioni musicali del gruppo e dal quale si muovono e sparpagliano tutte le sue diverse anime.
Ed è, in particolare, la voce di Helga Plankensteiner a dare una ulteriore e imprevedibile coloritura. Una voce utilizzata in modo non consueto, attraverso effetti sonori, disturbi e mascheramenti; un modo di cantare spesso vicino al parlato, attento alla ricerca dell'effetto più che al rispetto degli usuali canoni estetici. Un procedimento simile viene applicato al suono del violino: specialmente in Smile, viene filtrato fino a sembrare un reperto del passato e contribuisce così a creare nuove combinazioni.
Venendo ai brani, il paradosso di Smile è nella assoluta omogeneità di un materiale completamente divergente. Si passa dal mambo di Mammbo (notare la doppia emme del titolo) ad Alabama Song di Kurt Weill, dal cantato declamatorio di Waiting for you a Smile di Charlie Chaplin. Ma in generale, non sono molti i ritmi e i generi tenuti fuori da Smile: il tutto porta a una girandola di sorprese, colpi di scena e felici spiazzamenti. Atmosfere noir, slanci progressivi, improvvisazioni fulminanti, passaggi repentini, ballate suadenti e danze latineggianti. C'è davvero di tutto in Smile! ... e, detto tra parentesi, non poteva esserci un titolo migliore per riassumere l'ironia e la positività della musica di El Porcino Organic.
C'è davvero di tutto in Smile: si seguono e si stravolgono canoni, si corre con intelligenza attraverso ritmi e sonorità. L'intento della formazione è portare alla luce tutte le proprie anime e, per far questo, i quattro affrontano con brio e precisione modalità sonore diverse. Il rigore serve come antidoto alla follia e, viceversa, l'intenzione di scardinare e di rivoltare si manifesta con maggiore efficacia proprio quando il quartetto si muove vicino al canone e ne modifica di poco le regole, ottenendo, per risultato, un contrasto vivido e frizzante.
Contrasti e sorprese rendono utile e necessario ogni passaggio. Lo stacco dalle atmosfere decadenti e polverose, su un lento ritmo latineggiante, di El Porcino al post-rock di Waiting for you, sardonico più che aggressivo; la corale festa sonora di Carla for President si contrappone alla contenuta e "introspettiva" Je suis e alle aperture gospel della conclusiva Limitz. Un continuo mutare di prospettiva permette di apprezzare ogni passaggio in modo profondo: è in questo la grande intelligenza del quartetto, nel dominare le differenze e nel fare diventare necessarie, le une alle altre, le mille manifestazioni della propria musica.
El Porcino Organic sfugge a tutti i luoghi comuni e, soprattutto, sfugge a quello che vorrebbe bandire il divertimento e l'ironia dalla musica ben fatta. Smile è una festa musicale: interpretazioni e richiami, scrittura e materiali sonori di variegata provenienza si mescolano per dar vita a un gioco intelligente e bizzarro, divertente e sempre intrigante.

Fabio Ciminiera - Jazz Convention Year 2007