Maurizio Brunod: chitarre
Danilo Gallo: contrabbasso, balalaika, flauto
Massimo Barbiero: batteria, percussioni, marimba
Roberto Ottaviano: sax soprano
Dodicilune Dischi – 2025
In principio fu il trio: Brunod/Gallo/Barbiero, e i risultati da loro prodotti sono stati sempre qualitativamente alti. Adesso vi si è aggiunto Roberto Ottaviano a dare una voce che potesse sviluppare negli spazi e verso l’alto le armonie etno world di un combo d’impronta jazz. Con il soprano di Ottaviano la musica si trasforma in un qualcosa di fiabesco, astratto e a volte sognante. I brani scelti per questo disco, la cui natura popolare e dal folklore transnazionale, si prestano molto ad essere trasformati e piegati alla sensibilità dei singoli musicisti. Il senso interpretativo è profondo e molto sentito. Questo fa sì che la funzione di ogni singolo strumento sembri dilatata e “succube” della poetica dei musicisti. Così che ognuno di essi affronta il tema con una propria sensibilità che nel loro caso è in armonia con quella degli altri. Questo terzo lavoro dei viaggiatori swiftiani – The Billia Session contiene registrazioni live e in studio -, li vede approdare in terre ricche di storia e tradizioni popolari come la Gracia, la Finlandia, la Turchia, il continente sudamericano, quello africano e l’est europeo. Come quello di Lemuel Gulliver, il protagonista del romanzo di Swift, anche il viaggio del quartetto è un naufragio sentimentale e culturale che li fa approdare sulle coste omerogreche. Qui, il soprano, come un canto antico, introduce la tradizionale Sèikilos. È un pezzo partecipato e d’atmosfera. L’approdo successivo è tra le lande gelate della Finlandia. En Voi Sua Unhoitaa Poies è il tema ricavato dalla ricca tradizione popolare scandinava. Un brano di rara bellezza e spiritualità pagana. Da li si ritorna al caldo mediterraneo spagnolo. Nanita Nana è una composizione tratta dal patrimonio popolare ispanico. Qui il quartetto si immerge in una riproposizione dai contenuti astratti con il sax che si libra seguendo una sua autonoma divagazione spaziale. Crediamo sia opportuno fermarsi qui, senza aggiungere altro e lasciare all’ascoltatore il diritto alla sorpresa e al piacere di ascoltare un disco di musica, Bella!
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