Daniele Comoglio: sax tenore, sax soprano
Halio Alves: pianoforte
Gili Lopes: basso
Nilson Matta: basso
Rafael Barata: batteria
Duduka Da Fonseca: batteria
Autoprodotto – 2025
Daniele Comoglio e la musica brasiliana, Stando a quanto dichiarato da lui stesso è una passione che coltiva da sempre e questa volta l’ha anche riportata su disco. Lo ha fatto con discrezione e rispetto, mantenendo inalterata la sua voce, senza manierismi o artefatti da farlo sembrare un brasiliano d’adozione. La genuinità di Paradeiro è proprio li. Senza grandi parallelismi ma con le dovute distanze e rispetto verso le due personalità, diremmo che l’approccio è lo stesso, o si avvicina, a quello di Joe Henderson che ebbe verso la musica brasiliana. In questo disco si ascolta Comoglio e la musica brasiliana, tradotta, sintetizzata nei suoi generi e riletta attraverso il jazz. Non si imita. Il sassofonista ricrea immagini che contengono impressioni e ricordi, soprattutto vissuti e personali, di una musica fondata sui colori, la nostalgia e l’allegria. Ne sovviene un disco suonato molto bene – tranne Comoglio, gli altri artisti sono tutti brasiliani e ottimi musicisti -, accattivante e intimo in particolare nelle parti in cui diviene protagonista il sax soprano (Depois Da Chuva). Non bisogna dimenticare che al pianoforte c’è un veterano del jazz sudamericano e brasiliano come Helio Halves.; al contrabbasso due nomi di notevole caratura come Gili Lopes e Nilson Matta; alla batteria l’esperto Rafael Barata e il grande Duduka Da Fonseca. Paradeiro contiene nove brani di cui sei originali scritti da Comoglio e tre omaggi de i quali una versione molto personale e rarefatta di Retrato em Branco e Preto di Jobim. Quello di Comoglio è un disco in cui lo vede interprete maturo e compositore sicuro dei suoi mezzi che ha fatto proprie influenze e passioni, Wayne Shorter su tutti (Julye). Lo si capisce ascoltando Molho Con Pimenta, un pezzo che ondeggia tra jazz e fusion melodico e equilibrato o le sofisticate Paradeiro e Flores e Rimas, colorate e di immediato impatto melodico. Il disco si chiude con il lucente e gioioso Paraty, scritto da Nelson Matta, e Dona Maria, una composizione moderna dal sentore brasil coltraniano scritta da Duduka Da Fonseca.
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