Nicole Johänntgen – Labyrinth II

Nicole Johänntgen: sax alto, sax soprano, voce
Jon Hansen: tuba
David Stauffacher: batteria

Selmabird Records – 2025

Nel 2023 Nicole Johänntgen, sassofonista e compositrice tedesca, aveva pubblicato il bel disco Labyrinth suonato con un trio particolare o forse anomalo per questi tempi. La composizione del gruppo vedeva Jon Hansen alla tuba e David Stauffacher alle percussioni, con lei all’alto e al soprano e alcuni interventi estemporanei di Victor Hege al susafono. Dunque, una formazione essenziale e minimale. Bisogna aggiungere che questa forma di trio non è nuova nell’ambito del jazz. Ci sono per esempio dischi e performance di Arthur Blythe di grande efficacia tecnica e stilistica. Non a caso la Johänntgen gli ha dedicato un brano dalle venature free, In Honor of Arthur Blythe, come tributo e giusto riconoscimento a un protagonista della storia di questa musica. Di nuovo c’è che la Johänntgen sta cercando di modernizzare l’aspetto sonoro con un approccio più melodico, meno aggressivo anche in situazioni funky, più aperto ad altri tipi di influenze musicali come il folk e il pop, non limitadolo solo alla forma jazz blues. Questa sua ricerca l’ha portata a concepire, in continuità, una seconda parte del disco precedente e l’ha intitolata Labyrinth II. Dal punto di vista formale non ci sono differenze rispetto all’altro. La formazione rimane in trio e non ci sono più i singoli interventi del susafono. La Johänntgen sembra trarre beneficio da una formazione così risicata, senza struttura armonica. Probabilmente si sente più libera di mostrare ed esprimere la sua musica senza vincoli strutturali. Questo secondo volume è più equilibrato ma non perde di spontaneità. C’è più ragionamento alle spalle che viene alleggerito con colori e ironia (Elephant Walk). Improvvisazione e parti scritte seguono un percorso parallelo in cui la creatività non viene repressa e rimane sempre vivo un senso di spontaneità e gioia che il trio riesce a trasmettere. Ne viene fuori un progetto piacevole, vivido, diversificato nel mood e nelle proposte sonore, in cui la trattazione, articolata e carica di sfumature, varia dal blues, al jazz moderno di Bluebird, al free orientaleggiante di Headbang, al funky di When You Breathe, alla musica latina di Pandeio Sing it Baby e Muchas Gracias, al soul amerindo di With Love.


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