Foto: Fabio Ciminiera
La terza edizione di Abbazie Jazz Contest ha proposto quattro interessanti formazioni composte da giovani musicisti alle prese con un dialogo con le diverse pietre angolari della storia del jazz. Basilico Pagliero Quartet, Four Corners, Sextet Quartet e Alessio Pagliero Trio sono stati i quattro gruppi a “sfidarsi” nell’ambito del concorso che trova posto dal 2023 all’interno di Abbazie Summer Festival, rassegna itinerante organizzata dall’Associazione Luzmek nel territorio teramano.
Un veloce set di mezz’ora è il “terreno di confronto” predisposto per gli ensemble in concorso. Uno spazio che offre anche la possibilità di mostrare la propria maniera di gestire il palco e i momenti del concerto, per quanto breve. La capacità di dialogare con il pubblico, il gusto nell’impostare la successione dei brani e la regia complessiva dell’esibizione diventano così ulteriori elementi espressivi. Le quattro formazioni hanno dimostrato un livello esecutivo solido, sia a livello di ensemble che dei singoli, lasciando intendere senza dubbio di essere già in grado di tenere la scena con buona dignità e senza esitazioni.
Lorenzo Cucco al sax tenore, Costantino Angelilli alla chitarra, Christian Guidolin al contrabbasso e Gabriele Da Ros alla batteria sono i componenti del Sextet Quartet, primo gruppo ad esibirsi nella serata. La prospettiva del quartetto si ispira al modern mainstream e tiene presenti sia le esperienze statunitensi che europee: se l’impasto timbrico offerto dall’incontro tra chitarra e sassofoni si rivela la caratteristica principale della formazione, i brani originali proposti nel set ne sfruttano le possibilità espressive e si sviluppano in articolate suite, dinamiche e melodiche, convincenti nella miscela di attitudine intellettuale ed emotiva.
Four Corners è invece la formazione composta sempre da Lorenzo Cucco e Gabriele Da Ros insieme, questa volta, al pianista Samuele Donadio e al contrabbassista Mattia Pellegrino. Quartetto dal disegno classico e dal passo sobrio, Four Corners pone al centro di una ricerca già ben avviata il dialogo tra le tematiche tipiche del repertorio degli standard e un approccio rivolto alle tendenze attuali del jazz, un dialogo condotto con equilibrio e linearità. Da segnalare, in queste prime due esibizioni, le interpretazioni di Lorenzo Cucco, sassofonista di sicuro interesse e dal fraseggio già sufficientemente personale.
Il trio guidato da Alessio Pagliero al pianoforte e formato poi da Gianluca Gallucci al contrabbasso e Lorenzo Demarchi alla batteria è la formazione che maggiormente risente del debito nei confronti dei grandi maestri del piano trio ma che, allo stesso tempo, presenta i più ampi margini di crescita. All’ascolto, sia nel video presentato per la selezione che in concerto, il pianista sembra sentirsi più a proprio agio nell’ambiente sonoro del trio ma questo, come si ripete spesso, è un format esigente: Pagliero ha senz’altro tutte le carte in regola per diventare un valido pianista da trio e già oggi denota tocco e talento, deve semplicemente portare alla definitiva maturazione le sue qualità.
Ritroviamo Alessio Pagliero anche nella formazione che ha completato il programma, vale a dire il Basilico Pagliero Quartet composto, oltre che dal pianista, da Mattia Basilico al sax tenore, Andrea Amato al contrabbasso e Luca Guarino alla batteria. Trascinante ed energico nei suoi richiami all’hard-bop e ai lavori storici degli anni Cinquanta e Sessanta, il quartetto affronta con piglio e sicurezza un repertorio ben congegnato per mettere in luce le qualità dei singoli, un interplay consistente e una voce nel suo insieme decisa e convincente.
Se in qualche modo è inevitabile fare i conti nei primi passi di una carriera artistica con i riferimenti scelti per affinità elettiva o secondo un punto di vista intellettuale, diventa sempre più tangibile la disposizione convinta e coerente con cui i giovani musicisti si misurano gli aspetti più professionali della performance e, in generale, le tante attività legate al proprio percorso. Lo testimoniano l’approccio al palco e, in questo specifico caso, la capacità di realizzare materiali audio e video utili per la selezione precedente il concorso.
La giuria presieduta dal pianista Tony Pancella – e formata anche dal batterista Massimo Manzi, dal critico musicale Fabio Ciminiera e da Carlo Michini, direttore artistico di Abbazie Summer Festival (in sostituzione del sassofonista Raffaele Casarano) – ha premiato come formazione vincitrice il Basilico Pagliero Quartet, scelto anche dagli spettatori per il Premio del Pubblico. Oltre al primo premio, sono stati assegnati poi assegnati il riconoscimento a Mattia Basilico come miglior solista e al Four Corners per la miglior composizione originale, vale a dire “Porte Nascoste”.
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