Luca Crispino – Famiglio

Luca Crispino: chitarra
Stefano Benini: flauto, flauto basso, didgeridoo
Enrico Terragnoli: basso, synth
Luca Pighi: batteria/span>

Dodicilune Dischi – 2025

Ascoltando Famiglio si ha la sensazione di essere di fronte ad un lavoro molto personale. Nel senso che Crispino ha dato libero sfogo alla sua creatività inventando e sintetizzando quella che è la sua cultura musicale, uno spettro ampio di interessi che vanno dal rock al blues, al jazz, al prog. alla musica improvvisata. In questo disco c’è tutto. Non ci si annoia, anzi, ogni brano è diverso dall’altro nonostante un filo comune, l’invenzione del momento, li leghi tutti quanti formando un corpus unico, la mappa di un viaggio personale e dalle atmosfere incantatorie e astratte. È infatti Abatwa, il brano che da inizio al disco, ad introdurre l’ascoltatore in un mondo misterioso, ovattato, vellutato, dove un mix di rock, blue e jazz ne condizionano il mood. Il flauto di Benini poi fa il resto, con quella sua aurea orientaleggiante e illusionistica. Crispino prosegue la narrazione con suoni siderali e dal taglio dolce e intimistico. Il tutto avvolto in un’aurea meditabonda e riflessiva, che lui definisce Pastorale. Certo, i titoli dei brani sembrano tratti da un libro antico e inquietante, che narra di genesi, palingenesi e mondi iper uranici. Chiaramente è solo un pretesto semantico che serve al chitarrista per arginare un indomabile flusso creativo che vede di sponda anche l’inventiva di Enrico Terragnoli e la batteria di Luca Pighi. E così il quartetto naviga tra le acque di un Mare Imbrium avendo la chitarra come bussola e un orizzonte di storie che terminano felicemente in un Sabba di suoni e visioni.


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