Roberto Bonati: contrabbasso
Luca Perciballi: chitarra, elettronica
Gabriele Fava: sax tenore, sax soprano
ParmaFrontiere – 2025
Roberto Bonati esordisce con un nuovo gruppo, il “Madreperla Trio”, completato da due giovani musicisti che fanno parte della “Parmafrontiere Orchestra”, diretta, appunto, dal compositore, e di altri progetti sempre legati in qualche modo alle attività promosse nella città emiliana. Il disco è formato da 14 brani, tutti a firma di Bonati. Nell’album si ascolta una musica dai diversi aspetti, con un forte carattere melodico, dove il lirismo mediterraneo, o meglio nostrano, si confronta con temi di ascendenza nordica, ed echi folk di sapore balcanico si incrociano con lacerti di progressive rock. A sparigliare le carte in tavola sono, ancora, cinque schegge impazzite, tutte denominate “dream” più qualche cosa, improvvisazioni libere, a volte vagamente ambient, in altri casi del tutto informali, fra il contrastante e l’onirico.
Malgrado le tante suggestioni messe in gioco, non si registrano, però, conflitti stilistici di nessun tipo. Tutto è omologato, infatti, dalle capacità del leader di assemblare elementi dissimili in un genere di scrittura e di arrangiamento che li lega insieme in maniera consequenziale, senza frizioni o attriti di sorta.
“Parfois la nuit”, in sintesi, è un concept album a tutti gli effetti. Il motivo ispiratore è, come si evince dal titolo, la notte, con il suo alone di mistero ed il fascino dell’oscuro, dello sconosciuto.
Il contrabbassista guida il trio con mano sicura, in questa esplorazione notturna, garantendo un continuo stimolo per i due colleghi, non tanto dal punto di vista dell’accompagnamento, quanto piuttosto nella creazione di spazi sonori in cui i partners possano entrare, immergendosi nelle intenzioni insite nelle partiture e svolgendole secondo una logica compositiva, attinente alle indicazioni del maestro, chiaramente, ma secondo una loro libera interpretazione.
Gabriele Fava sciorina un idioma ed un timbro influenzati da illustri modelli, da Jan Garbarek a Dave Liebman, con il corredo di unghiate “alla Gato Barbieri”, riuscendo ad esprimere, in ogni traccia, un fraseggio compatto e felicemente articolato.
Luca Perciballi, anche grazie all’elettronica, connota decisamente il suono complessivo del trio, evidenziando un linguaggio enciclopedico, in bilico fra le insidie dell’avant pop ed il richiamo ad un jazz contemporaneo scevro da ogni tipo di prevenzione e di barriera.
“Parfois la nuit”, in conclusione, è certamente uno dei dischi più interessanti incisi da Roberto Bonati in piccola formazione.
Il cd racchiude pezzi con una loro precisa fisionomia, ricchi armonicamente e ritmicamente, suonati in modo esemplare da un trio a cui non fanno certo difetto l’empatia, né la convergenza di idee.
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