Matteo Alfonso: pianoforte
Giovanni Maier: contrabbasso
Caligola Records – 2025
Matteo Alfonso e Giovanni Maier avevano gettato le basi per questo disco nel 2014 con Naked Songs. Quello, come quest’ultimo, era un progetto che prevedeva la scarnificazione armonica dei pezzi e l’uso di pochi espedienti strutturali su cui improvvisare e rendere originale quello che si va a suonare. In questo secondo disco, i due hanno preso in esame la musica di Charles Mingus rivisitandola. Tra i nove brani scelti ci sono alcuni famosi e altri meno battuti del repertorio del contrabbassista americano. Maier con il suono poderoso che gli è proprio gioca con la ritmica mentre Alfonso disegna e inventa melodie che valorizzano ancor di più le composizioni mingusiane. Dizzy Moods apre il disco. È una versione la loro essenziale, costruita sul dialogo continuo tra contrabbasso e pianoforte. Entrambi gli strumenti improvvisano su un crescendo di notevole impatto fisico, mingusiano. La poetica di Duke Ellington’s Sound Of Love fa capolino con la sua aurea sofisticata. Il piano disegna la melodia assecondato dal contrappunto del contrabbasso. I due dimostrano di essere in possesso di una condivisa sensibilità. Nouroog invece rientra tra quei brani meno esplorati del contrabbassista. La loro versione ha un che di intimista, confidenziale. È costruita su un fraseggio continuo con Maier che accompagna e fa il ritmo con quel suo suono ampio e materico. East Coasting ha una parvenza e partenza mainstream prima che il senso di leggerezza espresso non ceda il passo all’improvvisazione. Arriva Celia, con il suo carico sentimentale – Mingus l’aveva dedicata alla moglie -, riproposto nella sua più intima essenza, spogliato dai fronzoli e delicatamente tratteggiato nelle sue parti più poetiche e affettive. Anche qui l’improvvisazione non funge da contorno ma da ampliamento semantico. L’allure sentimentale della ballad si spegne con l’aggressività e le contrapposizioni armoniche di Orange Was The Color Of Her Dress, Then Blue Silk. Alfonso e Maier compiono un’operazione carveriana, scarnificando il pezzo, accentuandone il blues con poche battute per poi distendersi, dialogando, sul tema. Questo è una delle composizioni più complicate di Mingus. I due riescono a renderla più semplice e diretta senza rinunciare al significato del tema. In Free Cell Block F, ‘Tis Nazi U.S.A viene riprodotta la necessita espressiva che il brano rappresenta attraverso momenti alternati di dinamismo in cui si inseriscono parti improvvisate. Mingus Rivisited volge al termine. Jump Monk è il ritratto perfetto non solo della musica ma anche del pianista. L’andamento ondulante e le spigolose corse dei tasti vengono riprodotti nella loro essenzialità dialogica, attraverso una corresponsione di responsabilità tra pianoforte e contrabbasso. Il risultato è una versione risoluta, melodica e intensa del pezzo mingusiano. Eclipse chiude il tutto con la sua evanescenza, leggerezza e rarefatta tematica. Il lavoro di Alfonso e Maier apre nuovi squarci all’interno della musica di Mingus, la loro interpretazione, semplice e diretta, è un’ulteriore chiave di lettura e comprensione dell’opera del grande contrabbassista.
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