Roberto Ottaviano: sax soprano, clarinetto
Peppe Frana: oud
Luca “DJ Rocca” Roccatagliati: elettroniche, loops, sampling
Giorgio Vendola: contrabbasso, elettroniche
Ermanno Baron: batteria e percussioni
Dodicilune Dischi – ED589 – 2025
Sono due i fili principali che si intrecciano negli undici temi portati da Roberto Ottaviano all’interno di “Dark Sides”. Da un lato, troviamo l’esplorazione dei lati oscuri dell’uomo e della società: sentimenti e situazioni che animano le molteplici forme del male e della sofferenza, una lettura aspra e senza sconti degli effetti dell’avidità e del potere sulle azioni umane, una riflessione che ammette, sin dal titolo, come questi aspetti siano connaturati e profondamente connessi tra le sfaccettature dell’animo umano. Dall’altro, c’è la ricerca musicale che Ottaviano conduce da tempo attraverso la possibilità di dialogare con le diverse tradizioni popolari del mondo, una ricerca arricchita in questo caso dalla presenza delle manipolazioni sonore di Dj Rocca e pronta così a dare forma ad una sorta di folklore futuribile, postmoderno, radicato nelle storie e nei passi compiuti e proiettato allo stesso tempo per intercettare le possibili evoluzioni dei linguaggi.
Nasce così una creatura ibrida, ricca di suggestioni e prospettive, sempre progressiva e, insieme, capace di tenere conto dei punti di partenza. Le esperienze e le sensibilità dei singoli musicisti e gli incontri che uniscono molti dei membri del quintetto consentono ad Ottaviano di muoversi in maniera fluida tra i vari territori espressivi. Riferimenti e richiami vengono utilizzati con libertà coerente: la scrittura, l’improvvisazione e il dialogo tra i vari musicisti permettono di entrare in contatto e, di conseguenza, di fare propri gli stilemi delle varie tradizioni e di svilupparli con una visione chiara e, in definitiva, con una voce spigliata immediatamente riconducibile al percorso compiuto in questi ultimi anni dal sassofonista.
Voci, stratificazioni sonore, sintesi elettroniche e ruvide consistenze acustiche si affiancano e si rincorrono in una continua girandola di combinazioni per dare vita ad un discorso sempre equilibrato e gestito da Ottaviano e dai suoi compagni di avventura con una attitudine molto particolare: austera, spirituale, concreta e sensuale, trascinante nei passi ripresi dalle danze e solenne nella dimensione più riflessiva. Una attitudine aperta e onnicomprensiva che rende coerente il filo emotivo del disco, una attitudine declinata alla ricerca costante di una convergenza tra le varie anime, tenendo sempre presente che ogni aspetto non è altro che una differente manifestazione dello stesso soggetto e, allargando lo spettro, dell’intera umanità.
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