Alessio Piro: chitarra, composizione, arrangiamenti
Amanda Antonsen: sax alto, voce
Brage Sigerstad: sax tenore
Bendik Vaaja Aspaas: piano, tastiere, voce
Amund Bellika: basso
Torkil Vollstad-giæver: batteria
Jakob Rørtveit: violino
Martin Tan: violino
Emma Mørkved: viola
Johanna Von Bleichert: violoncello
Dodicilune Dischi – 2025
Alessio Piro è riuscito a raffigurare in musica la straordinaria bellezza di un luogo, il candore della natura, i silenzi e i suoni di un paesaggio situato all’estremo di un nord carico di fascino e suggestione. Chitarrista e compositore, Piro con la sua Tromsø Suite ha voluto far incontrare la cultura musicale mediterranea, solare, vociante, con quella del nord, silenziosa, rarefatta, ai limiti dell’intangibile e impressionista nelle sue manifestazioni paesaggistiche. Chiaramente il jazz, in questa operazione fa da collante, senza trascurare altre influenze musicali che vi si ascoltano come la classica, la contemporanea e il folk. La formazione che lo spalleggia è di profilo internazionale al cui interno ci sono musicisti scandinavi che lo hanno supportato nella realizzazione del progetto. Piro è stato bravo a fondere due diverse culture e nature. Le ha rappresentate sotto forma di suoni messi assieme attraverso un processo di armonizzazione e di caratterizzazione timbrica e ritmica. La suite è composta da quattro momenti di cui tre sono originali. Il disco si apre con un rifacimento di Time Remembered di Bill Evans. Pirro ha riarrangiato il brano dando spazio alla chitarra e seguendo una linea più aulica e rarefatta rispetto all’originale. I fiati hanno un ruolo di rincalzo e allo stesso tempo rappresentano un contraltare contrappuntistico alla liricità della composizione. Crepuscolo/Incertezza, secondo movimento della suite, nasce come reazione visiva e poi tattile a un universo di naturale bellezza, astratta e concreta, come può essere un tramonto nell’estremo nord. Di contro la tecnologia e l’impatto con la quotidianità di un costante e innaturale cambiamento umano. A Mari invece si tinge di esotico. L’autore afferma di averla dedicata a un’amica brasiliana conosciuta a Kautokeino, cittadina abitata dal popolo Sumi. Dunque un po’ di calore, sovrainciso, che scioglie in termini di solarità il bianco candore di un paesaggio da sogno. Bossa nova e jazz modificano latitudine e allegria di un ordito umano e geografico. Tromsø Quartet chiude la suite. È una composizione in cui convivono classica, camerale e minimalismo. Piro l’ha dedicata alla bellezza della natura e al valore del silenzio. Gli archi disegnano traiettorie estetiche e metereologiche che inducono alla riflessione e alla contemplazione di un mondo che la musica lascia immaginare e vivere.
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