Dexter Gordon – More than you know

Dexter Gordon: sax tenore
Kirk Lightsey: pianoforte
David Eubanks: contrabbasso
Eddie Gladden: batteria

GleAM Records – 2025

Con quello stacco dolce e imperioso ci ricorda che lui è sempre il grande Dexter Gordon. Entra in scena e l’aria muta. Non c’è spazio per altre storie se non quelle che lui racconta. L’aspetto elegante e l’andatura dinoccolata tanto amata in Round Midnight sono solo la facciata di uno che la storia, del jazz, l’ha fatta a colpi di note e di vita. Moderno nella sua fiera antichità Dexter Gordon in questa registrazione fa sapere all’ascoltatore che nulla è cambiato ma tutto è cambiato. Franco D’Andrea, che ci ha suonato assieme, ricorda che, nonostante le “turbolenze” della sua esistenza, quando suonava si trasformava nel grande musicista e professionista quale era. Come per dire che viveva due dimensioni parallele, la vita e la musica. E siccome qui si parla di musica è bene sottolineare che questa registrazione è un ulteriore tassello che si va ad aggiungere alla sua storia artistica. Sicuramente è un documento notevole che lo riproduce in un momento brillante e di grande musica. More Than You Know è stato registrato il 7 luglio del 1981 presso la Villa Imperiale di Genova per la rassegna Estate Jazz ’81 la cui direzione artistica era curata dall’Ellington Club di Genova. Con Gordon suonano, il mai troppo valorizzato, Kirk Lightsey al pianoforte, David Eubanks al contrabbasso e Eddie Gladden alla batteria. Quel concerto è racchiuso in due cd dove si ascoltano attraverso cinque brani di lunga durata, da It’s You or No One a Hi Fly, dalle sue Back Stairs e LTD & Intro alla conclusiva More Than You Know, le irresistibili progressioni al sax di Gordon. Il gruppo è funzionale non solo nell’accompagnare il leader ma anche nella gestione di una vita propria, nel senso di creare musica, calibrare l’armonia e inventarsi attraverso gli assolo nuovi spazi sonori all’interno delle singole performance. Ogni brano viene passato al setaccio e rielaborato armonicamente lasciando riconoscibile il tema nonostante le incursioni in aree non definite e improvvisate. Lightsey lavora di contrappunto e sponda, mentre la sezione ritmica si prodiga nella realizzazione continua di un tappeto ritmico che funge da base alle sortite del sassofonista. È un lavoro di cesello in coworking tra i tre strumentisti, che tengono sempre alto il livello ritmico per garantire al meglio suoni, pause e melodicità al sassofonista. Gordon riesce ad essere lirico, sognante e allo stesso tempo dinamico e incalzante. La lunghezza dei brani permette loro di giocare sui silenzi, sulla dilatazione temporale e sull’iterazione tra strumenti. Questo fa si che la scaletta trasformi il concerto in una sorta di rappresentazione musicale in cui si susseguono, differenti e alternati, i vari momenti della performance. La forza di questi musicisti sta nella comunicabilità di una musica che attraverso le loro mani si fa bellezza universale.

 


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