Alessandro “Asso” Stefana: chitarra acustica, chitarra elettrica, armonica
Danilo Gallo: basso elettrico, effetti
Zeno De Rossi: batteria, music box
Enrico Rava: tromba, flicorno
Hora Records – 2025
Quella dei Guano Padano è musica di frontiera, polverosa, arsa dal sole e contaminata dalle tante voci che affollano un deserto immaginifico e rarefatto. Gli echi dei Calexico si confondono con le più chiare note dei western morriconiani. Il loro post modernismo rimescola Marc Ribot, il Frisell rurale, Amidon, Zorn, gli incubi Lynchiani, la psichedelia nostalgica, gli assurdi paesaggi dei romanzi di Joe Lansdale, le storie di John Fante e l’armonica glaciale di Charles Bronson. A questi va aggiunta una porzione di sano folk nostrano condito di jazz, rock e tradizione. I Guano Padano sono un trio formato da Alessandro “Asso” Stefana, Zeno De Rossi e Danilo Gallo. La Giostra, infanzia-gioia-circolarità-divertimento felliniano, è un disco registrato dal vivo a Jazz a Forlì l’8 novembre 2024. In quell’occasione al trio si è affiancato Enrico Rava. Il concerto nasce dall’incontro di due mondi che riescono a fondersi partorendo di fatto un “nuovo gruppo” che ha nel suo seno le sonorità particolari dei Guano Padano e il bagaglio tecnico artistico di un jazzista quale è Enrico Rava. Il risultato è un concerto e un disco strepitoso. La “voce” di Rava, con il suo contenuto sognante e lirico si associa al sound del trio fornendo, forse, quel quid in più in termini di originalità, imprevedibilità e improvvisazione. È una sorta di proiezione narrante che incanala e da rappresentatività alle storie e alle immagini racchiuse nei temi delle composizioni. La Giostra è un disco di immagini, una sorta di trailer infinito dove c’è un continuo cambio di storie e paesaggi. Il mistero che si confonde con l’arcano, il sogno con la realtà, la poesia con il ricordo: è forse questo il significato di Last Night, il brano che apre il viaggio cinematografico dei Guano Padano. Dalla dimensione sognante all’incubo soffuso e umbratile di Lynch. Poi c’è il salto verso la “tradizione”, dove l’isolanità mediterranea e felliniana di Rota incontra l’America in The Godfather. Splendida versione di uno standard fuori dal tempo che ben si associa all’amerindo dei due mondi quale è Katcharpari di Enrico Rava. L’odissea di un wop, racconto di John Fante, viene rivissuto attraverso le note e la voce in aggiunta del figlio Dan Fante in Dago Red. Una versione ben riuscita di Pipe Down di Bill Frisell chiude in bellezza le immagini di un disco da “vedere” e ascoltare con gioia, quella stessa che riesce a trasmettere questo special quartet.
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