Duo Reflections – La tregua

Sylvain Ray: pianoforte, oggetti sonori
Leandro Lopez Nussa: chitarre, effetti

Filibusta Records – 2025

Il “Duo Reflections” pubblica il secondo disco, a distanza di cinque anni dal primo, eponimo. Fanno parte della formazione il chitarrista, bolognese di nascita, ma residente a Tolosa, Leandro Lopez Nussa, ed il pianista francese Sylvain Ray, anche lui di stanza nel sud della Francia. L’album è composto da sette brani originali, in maggioranza a firma di Lopez Nussa, più due pezzi improvvisati, ad aprire e quasi a chiudere l’opera. La musica del cd è spesso attraversata da una vena intimista, con melodie che si distendono, alternativamente, sull’impulso di uno dei due strumenti, mentre il partner si produce in arpeggi di sostegno, ad accompagnare armonicamente o a scandire e a stringere il ritmo delle esecuzioni. L’intesa nella coppia è veramente considerevole. Il dialogo si sviluppa, infatti, sciolto e privo di intoppi, sia nelle parti scritte che in quelle improvvisate. Lopez Nussa usa preferibilmente la chitarra elettrica, aiutandosi con effetti elettronici, se occorre, e mette in mostra, in tutto l’album, oltre che una buona tecnica, una notevole sensibilità e la perizia di saper ascoltare il compagno e di seguirne o di anticiparne le mosse.

Sylvain Ray, a sua volta, è disinvolto e sgombro da pregiudizi. Lavora a piena tastiera, con un idioma ricco e costruttivo, non solo, in alcune tracce, non si fa scrupolo di andare a frugare nella cordiera o di usare degli oggetti, tipo le bacchette del vibrafono, all’interno del pianoforte, per realizzare i suoi interventi sempre molto musicali, in tema con la proposta complessiva.

I brani migliori del CD, a conti fatti, sono, però, i due improvvisati. In questi segmenti i due vanno a ruota libera, superando un certo qual schematismo che si avverte nei pezzi composti, rivelando aspetti più interessanti nel loro dialogo privo di una partitura, dove si avvicendano cambi di tempo e di clima repentini e inattesi.

“La tregua”, in conclusione, è una prova formalmente ineccepibile prodotta da un duo che, dopo essersi dedicato agli standards al debutto discografico, si è esibito in composizioni originali, in maggioranza almeno, in questa seconda uscita. Le premesse ci sono, ad ogni modo, per una terza opera in cui domini l’improvvisazione, senza nulla di preparato in anticipo. Con un po’ di coraggio o di faccia tosta, il tentativo, in questo senso, potrebbe rivelarsi vincente.


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