Geir Sundstol – Sakte Film

Geir Sundstøl: chitarre, elettronica, tastiere, percussioni, basso, sintetizzatori
Sunniva Shaw: violoncello
David Wallumrød: clavinet
Jo Berger Myhre, Mats Eilertsen: contrabbasso
Anders Engen: batteria
Erland Dahlen: batteria, percussioni
Audun Erlien: basso
Mari Persen: violini
Erik Sollid: violini, voce
Hildegunn Øiseth: tromba
Håkon Brunborg: viola, violin, electronics
Sanne Rambags: voce

Hubro Records – 2025

Indubbiamente Geir Sundstol è un genio della musica. Dotato di una prolifica inventiva nonché di un’innata capacità di sintesi, riesce a ricreare mondi e atmosfere filmiche prendendo spunto dalla tradizione americana e fondendola con quella europea, Morricone compreso. Inoltre, in questo suo mondo c’è anche il folk, il jazz, l’ambient, il rock, la space music e tant’altro. Sakte Film è il suo sesto disco in solo e lo vede alle prese, oltre alle chitarre, con un numero indefinito di strumenti. Vi ha anche aggiunto una sezione d’archi per dare maggiore ampiezza alla sua musica. Il disco è composto da nove brani, ognuno diverso dall’altro ma che possiedono sempre un respiro e dimensione cinematografica particolare. Sundstol adotta la tecnica cinematografica del slow-motion per adattare la sua musica a quel tempo, dilatarlo e spanderlo nello spazio. Gran parte della musica presente in questo disco è stata creata per la televisione e il cinema ed è palese come riesca a sviluppare visioni e mondi nell’immaginario dell’ascoltatore. Come si diceva, la sua musica è al di sopra e al di fuori dei generi, una sorta di post modernismo che rimescola piani, generi e dimensioni sonore. Mats, scritto dal contrabbassista Mats Eilertsen, apre il disco introducendo il tema al contrabbasso. È un pezzo a metà strada tra il western, Morricone e Ry Cooder. Molto melodico e mielosamente acido. Brader si apre al suono dell’armonica. È un continuum con il pezzo precedente, ancora più morriconiano, con la chitarra distorta che prende il sopravvento narrando un film immaginario. L’elettronica aggiunge colore e ampiezza sonora. Divan invece è la colonna sonora della serie tv So Long, Marianne. Un pezzo ispiratissimo, costruito con la chitarra ed effetti sonori. Moroder misjoner è un blues assolato e desertico dove emerge la bravura e la duttilità di Sundstol alla chitarra. Con Nabel entra in piena atmosfera morriconiana, metallica, da western futuribile. Nedgangen invece ha un andamento distorto, come uno specchiarsi deforme e ambiguamente visibile. Con Beveg si è in pien contrasto da est e ovest, ai confini di un west immaginato, con sonorità che ricordano vagamente i Calexico ma con più colori. Snille Spokelse è un pezzo che racconta solitudine e mistero, vocalizzati da una voce maschile che di contro si imbatte nella dolcezza di quella femminile. Pysj chiude un disco evocativo, coinvolgente e confortante.


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