Fabrizo Bosso: tromba
Alberto Marsico: organo, piano
Alessandro Minetto: batteria
Warner Music – 2025
Di che cosa parliamo quando parliamo di Fabrizio Bosso? Parliamo di uno dei trombettisti di jazz, e non solo, più importanti al mondo. Non è una frase fatta ma una constatazione evidente. Il trombettista torinese ha raggiunto una maturità e un livello qualitativo che gli permetterebbe di rivaleggiare tranquillamente con i colleghi americani. Duttile e versatile, riesce ad essere efficace in qualsiasi forma lui si esprima. Qui è con il suo Spiritual Trio, ovvero affiancato dall’organo hammond e dal piano di Alberto Marsico e dalla batteria di Alessandro Minetto. Questi ultimi, entrambi piemontesi, condividono da tempo musica e idee con Bosso. Welcome Back è un disco di musica soul, spiritual e gospel (Soul Song). La tromba di Bosso più che essere uno strumento fisico è una sorta di voce, che canta e si spinge in alto tra slanci spirituali e inni gospel (Thank You Lord). Qui si è di fronte ad una rielaborazione di quelle che sono le fondamenta del jazz e in particolare della musica afroamericana. Un intervento, quello dei tre, che va a innestare, in un contesto culturale e musicale ben specifico, melodia e cantabilità squisitamente mediterranee. Ne deriva una musica vivida, viscerale, a volte danzante, che spinge al canto, alla partecipazione collettiva, al movimento e soprattutto al coinvolgimento. Ne sono prova la title track Welcome Back, lo spiritual reggae di Spirito Libero e Upstairs. Poi ci sono momenti in cui la poesia si intreccia con il sentire collettivo, l’hammond che crea un tappeto di note dove si eleva la tromba di Bosso dando l’impressione di un suono orchestrale e partecipato. È il mood che i tre creano in You Are So Beautiful e rivitalizzano nella ballad seguente attraverso le immagini nostalgiche e poetiche come in un reprise filmico intitolato per l’appunto Theme From Taxi Driver. Tra momenti di vivacità e poesia gospel si inserisce Crossroads, un brano di forte espressività, a metà strada tra pulsioni spirituali e laiche, tra tenebre e luce. The Preacher di Horace Silver è una naturale conseguenza delle “prediche” musicali precedenti. Stupid Lullaby mette fine con ironia a un disco di forte fascino e musicalità.
Segui Jazz Convention su instagram: @jazzconvention